Sala Stampa F1

VAI AVANTI TU CHE MI VIENE DA RIDERE

VAI AVANTI TU CHE MI VIENE DA RIDERE

Come in un classico tappone di montagna, come nel sempiterno gioco di scie motoristiche, come nel più falso scambio di convenevoli tra amiconi, come nel più classico gioco delle parti, Ferrari e Mercedes si intercambiano vicendevoli complimenti in riva al fiume San Lorenzo, per scrollarsi di dosso i favori del pronostico in vista di gara 7 dell’anno, per allontanare i timori dell’ennesimo fiasco in rosso o per la possibile crisi del settimo….sigillo consecutivo.

Visto l’andazzo, tuttavia, dopo il primo set stagionale stravinto dai campioni con un perentorio 6-0, a Casa Maranello sono più i grattacapi che le gioie, prevale il restSubir archivosyling allo specchiarsi, serve rimboccarsi le maniche e mettere mano a non più rinviabili modifiche e sviluppi. Ma le prospettive, le speranze di far meglio, il futuro, a detta di Binotto&Co. paiono rosei: ma devono diventare rossi. Ci sono speranze di non perdere la guerra, di poter mettere il musetto davanti a quello stellato. Ma c’è tanto da fare, molto da remare, a cominciare da Montreal. E le 2 Ferrari davanti a tutti nelle pazze pazze FP2 hanno reso più sorridenti le facce dei ragazzi in rosso.

Un brodino ricostituente, ma serve stare davanti quando conta. E quanto conta, nell’economia di un mondiale che a Brackley rischiano di mettere in ghiaccio con largo anticipo. L’upgrade della power-unit di Maranello e taluni ritocchi aerodinamici necessitano di probante verifica in Canada, dato che il toboga di Montecarlo non era certo la pista che doveva dare risposte a riguardo.

Il rapido tracciato del Quebec, uno dei tanti territori di conquista dei tedeschi violato finalmente la passata stagione da Vettel ed una rossa dopo 14 anni, potrebbe, dico potrebbe, vedere la Ferrari interrompere il digiuno in questo “grigio” 2019. E lo sostengono anche gli uomini Mercedes che, con sfacciataggine e sano spirito di uccelli del malaugurio, a partire da Toto Wolff vedono il motore di Maranello ancora superiore, e le italiche monoposto in grado di dare veramente fastidio agli iridati.

Dalla sponda italiana del San Lorenzo rispedisco al mittente gli “auguri”, il vaticinio che invero spererebbero di concretizzare. Visto che in terra nordamericana i teutonici hanno portato la seconda evoluzione dell’unità di potenza. Quella che ai campioni ed ai clienti ha dato zero grattacapi. Quella che sinora ha dominato senza alcun problema di affidabilità. Una Ferrari spalle al muro, da dare anche a quello dei campioni che si erge minaccioso sul tracciato canadese e che anche ieri ha visto da vicino parecchi protagonisti. Anche Luigino ha sbattutto, raro evento, scegliendo al pari di Giovinazzi un altro muro, quello di curva 9, dove in tanti hanno dovuto sudare per starne lontani.

L’1-2 Ferrari fa sperare ma, attenzione, non facciamoci illusioni. Mercedes gioca sovente al nascondino di venerdì. Ed al rimpiattino in queste ore, cercando di scrollarsi di dosso il ruolo di favorita per centrare il successo numero 7. Mettendo pressione alla concorrenza, ove ce ne fosse bisogno.

 

Alessandro Sala