Sala Stampa F1

UN LATINO IN LATTINA – SPEEDY PEREZ E LA PRIMA VOLTA DI REDBULL

Per molti un azzardo, per tanti l’unica soluzione, per taluni finalmente un osso duro nello stesso garage per Max Verstappen, per la premiata ditta Marko&Horner quei punti che potrebbero consentire alla scuderia di Milton Keynes di avvicinarsi vieppiù agli scarichi delle nere stellate e titolate teutoniche.

Sergio Perez dopo un 2020 vissuto sempre velocemente tra gioie (primo trionfo in F1) e dolori (primo pilota copito dal Covid-19), al termine di un’altra stagione che ha confermato il suo talento, la costanza, la solidità, la presenza quasi fissa nei Top-5 di ogni Gran Premio, ottiene un gran premio, condividerà box e lattine con l’olandese volante.

In Redbull scommettono su una copia ad alto tasso di talento e velocità, azzardano scintille in pista e fuori, mettono uno a fianco all’altro 2 cosiddette prime guide. Nella stagione in cui il motore Honda si è dimostrato più affidabile, non ha rotto nè penalizzato come la concorrenza, ha vinto anche una gara sotto i cofani dell’AlphaTauri, ma ha preannunciato altresì il proprio sayoonara al circus dopo il prossimo campionato, sotto l’albero di Natale è arrivato il benservito ad Alex Albon, altra “vittima” del tritacarne austro-britannico.

Good bye Alex, bienvenido Sergio. Un po’ di tequila nelle miscele energetiche, una bella iniezione di sangre latina nell’algida atmosfera Redbull. E qualche preoccupazione in più nei pensieri e nei sogni dell’olandese volante, único, vero contendente delle imprendibili Mercedes che si troverà al suo fianco un pilota constante, rápido, che sorpassa, che rimonta, che darà fastidio.

Ma la cupola della squadra Redbull ha deciso così, di mettere due galli nel pollaio, talento e velocità, sfrontatezza e solidità, di fare quello che poche volte, últimamente, si è visto e consentito in Formula 1. Sempre si dimentica che il titolo costruttori è quello che più interessa alle scuderie, poi che vinca Tizio o Caio poco importerebbe. Certo, sarebbe quantomeno auto…lesionistico tornare a infilarsi in un loop-Multi-21 ….vecchi attriti e vecchi ricordi nei duelli rusticani Vettel-Webber e nelle fraterne tamponate Ricciardo-Verstappen.

Accantonata l’idea del prezzemolino Hulkenberg, non ripescata per l’ennesima volta la ciurma di drivers che nelle ultime stagioni hanno trotterellato giocosamente sulla tratta Faenza-Milton Keynes, Marko & soci non si sono azzardati a far sedere un nippo sulla nuova opera del genio Newey. Si è andati sull’usato sicuro, su un messicano che porterà sicuramente tanti punti in cascina nel tentativo Redbull di arrivare a leggere la targa dei Mercedes, e magari sognarne un sorpasso iridato.

Il boss Dieter Mateschitz ha provato a riportare a casa Sebastian Vettel, l’ultimo ed único a regalare al team anglo-austriaco gli onori degli annali. E magari, sicuro, tra i desiderata dei vertici dei Tori energetici si è stagliato un tale Lewis Hamilton che, dallo scoccare della scorsa mezzanotte, risulta essere disoccupato, senza volante, ma almeno può sfoggiare  da un paio di giorni l’ennesimo titolo, quello di Sir al servicio di Sua Maestà. Certo il dinamico duo Giggino-Max avrebbe fatto esplodere tifosi e garage, anche nel ventilato caso fosse stato l’olandese volante a raggiungere il 7 volte Mondiale in Mercedes.

Invece sarà Checo a fare da sparring partner di Verstappen, lui che ha giostrato su bolidi spinti da propulsori Ferrari e Mercedes si cimenterà con Honda, la marca del Sol Levante giunta al tramonto, nella stagione che sta per cominciare, della sua quarta apparizione in F1, anche se gli asiatici resteranno con Redbull garantendo know-how ed installazioni per la produzione semi-autoctona delle future power unit.

Una Redbull Hot Chili Pepper esordirà nel catalogo 2021 della marca, una coppia di piloti “calienti” per domare un toro meccanico sicuramente performante, darà qualche grattacapo al muretto rossoblu ma certamente garantirà punti e risultati.

Alessandro Sala