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Tripletta perfetta in salsa Orange. L’analisi del GP d’Austria di Fulvio Vigilante.

Il dominio perfetto è compiuto. Max si fa grande.

Potremmo spendere diverse parole di apprezzamento per il lavoro compiuto da Redbull, resta il fatto che lo slancio a fine 2020 era il segnale che questa stagione potesse essere la loro occasione. Forse quello che sorprende è la mancanza da 5 gare a questa parte di una Mercedes in grado di insidiarli da vicino. Semplicemente al momento sono i migliori, hanno un pacchetto auto migliore, e Max riesce a metterci tanto del suo da fare una gran differenza.

Il weekend Austriaco ci regala una certezza, il 7° volte Campione del Mondo sarà ancora in pista le prossime 2 stagioni per lottare, per vincere ancora. Una dimostrazione di forza e credibilità, unione e soprattutto stabilità tra Lewis e Mercedes, un binomio che ha scritto pagine di storia della F1 moderna trasformatosi nell’ultimo settennato in dominio assoluto.

Redbull ha lavorato molto di fino per trasformare la RB16 in una monoposto vincente, interventi mirati al retrotreno per potenziare l’assetto Rake, ed esasperare il concetto di volume di flusso al di sotto di esso. Concetto che, come sappiamo, con il taglio richiesto dal regolamento ha funzionato molto bene, consentendo al team di Milton Keynes di ottenere un ottimo vantaggio tecnico. Honda ha incrementato il suo potenziale bellico, una power unit rafforzata sul fronte affidabilità e sul fronte ibrido, regalando cavalli extra per contrastare la rivale tedesca.

Il massiccio lavoro aerodinamico ha garantito un coefficiente di Drag molto basso, e questo combinato con i 2 punti di cui sopra, ha fatto della RB16b una monoposto che, al pari della W11 del 2020, può essere definita perfetta.

Se quanto scritto sopra possa portarci a dire che il Mondiale è già chiuso, non essendo arrivati ancora a metà stagione, ci fa presagire una battaglia ancora lunga e tutta da scrivere, un duello più complicato per Mercedes ma soprattutto per Hamilton. In Austria la Mercedes ha provato diverse configurazioni, diversi cambi di setup, in entrambi gli appuntamenti, cercando di massimizzare il potenziale a disposizione. Se nel Gp di Styria il passo gara non è stato all’altezza delle attese in maniera evidente soprattutto nella seconda parte, nel Gp d’Austria il ritmo era decisamente migliore delle aspettative.

Ma se la performance sulla lunga distanza è cresciuta, sul giro secco è calata, andando a portare Lewis e Valtteri in 4º e 5º posizione. Avendo davanti Norris che ha mantenuto con i denti una 2° piazza in maniera veramente solida, e Perez che aveva tutto da guadagnare in 3° posizione, le due Stelle hanno dovuto attendere, per cercare di avvicinarsi a Max. Un’attesa che ha aperto una forbice, meritata, da Verstappen, mettendo fine a qualsiasi chance di puntare la vittoria o l’assalto ad essa. Insomma, Mercedes con una coperta troppo corta per poter esprimere il proprio potenziale.

La beffa a metà gara, con un danno nella parte posteriore sinistra sull’auto di Hamilton, ha condizionato il resto della contesa per il britannico, la perdita di circa 7 decimi  gli è costata due posizioni. Il fatto che Lewis non riuscisse neanche più a spingere è risultato evidente, dopo il secondo pit, quando con gomma nuova, Verstappen girava sugli stessi tempi dell’inglese. Un danno non visibile, ma a mio avviso talmente grave da condizionare il comportamento della monoposto #44.

Ferrari: bene considerando da dove partivano, con un buon passo gara; la sensazione è quella di ritrovarsi dinanzi ad una vettura che in determinate condizioni riesce a mostrare tanto potenziale, il discorso della coperta troppo corta di Mercedes vale anche per Maranello, e non riuscire a entrare in Q3 ne è la dimostrazione.

Certo il lavoro del fine settimana era concentrato sul passo gara, ma perdere così tante posizioni e rischiare di rimanere coinvolti in un incidente, non è certo una scelta completamente saggia. Relativamente alle performance, è assodato che le Ferrari siano monoposto con un anteriore preciso. Bene in trazione, soprattutto nelle ripartenze la SF21 ha mostrato un ottimo abbrivio, quello che manca è fluidità, soprattutto nelle curve ad alta velocità di percorrenza, dove è necessario un posteriore stabile  che le Rosse non anno e tentennano ancora. Per quel che concerne la strategia, la mossa con Sainz di partire con una Hard si è rilevata azzeccata, 48 giri ed un ritmo perfetto hanno consentito a Carlos di portarsi in 5° posizione con un unico pitstop. Un’ottima gestione di gara da parte dello spagnolo, senza prendersi rischi ma soprattutto senza commettere errori.

Charles dal canto suo ha ripetuto quanto di buono fatto da Carlos, ma a mio avviso come nel 2020 sempre in Austria si è vista troppa irruenza nel cercare di recuperare; in Curva 3 dopo la ripartenza da SC, per poco non prende Vettel, quasi un déjà vu di quanto occorso l’anno passato. Il duello con Perez ed i 2 episodi che hanno rovinato il suo ritmo, sono frutto di non aver creduto troppo nello spingere sulla gomma Media per altri giri: il Messicano è rientrato al 32° giro mentre il monegasco al 34°, quando il suo ritmo in pista era decisamente buono da potergli consentire di rimanere fuori dalla finestra di Checo, ed evitare per almeno altre due tornate l’incontro ravvicinato.

Proprio Perez ha disputato un buon weekend eccezion fatta per parte della gara, l’escursione sulla sabbia nel duello con Norris, dove a mio avviso la penalità non c’era, ha rovinato il fondo della sua Redbull, ed il comportamento nei confronti di Charles nel loro corpo a corpo mi è parso andare oltre il limite. Una doppia penalità per un totale di 10” ha di fatto rovinato il suo GP. La lotta per la 3° e 4° posizione iridata è sempre più viva, soprattutto tra McLaren e per l’appunto Ferrari, riportandoci alle grandi sfide del passato.

Proprio McLaren sta sciorinando un ritmo molto interessante, la MCL35M è cresciuta molto sia sotto l’aspetto aerodinamico, che nel bilanciamento. Sono arrivati costanti aggiornamenti soprattutto nella zona del fondo, si sono visti nuovi elementi verticali per migliorare il flusso indirizzandolo al di sotto di esso; piccoli upgrades, tali da garantire una crescita costante al Team di Woking.

In Austria, McLaren ha sfoderato soprattutto nel secondo appuntamento una velocità impressionante nel primo settore, segno che quando arriveremo a Monza probabilmente potranno essere in grado di lottare per la vittoria . Fa piacere vedere Daniel finalmente trovare un ritmo forte la domenica, paga ancora in qualifica soprattutto rispetto al compagno di garage, ma in gara ha mostrato un ottimo passo, dopo gli ultimi GP non all’altezza delle sue qualità: quanto visto al RedbullRing nell’ultimo appuntamento ha fatto diradare quasi per completo i dubbi su quando Ricciardo tornerà a correre al livello che ci ha abituato.

Lando che gara che ha fatto!, ma soprattutto che weekend, grazie alla sua perfetta conoscenza della monoposto che ha per le mani, per “anzianità” riesce a spingere la MCL35M al limite. Un’ottima gestione del passo gara, in amministrazione e soprattutto riuscendo a non distruggere gli pneumatici, ha consentito al giovane britannico di portare a casa una 2° posizione…, ah già, l’assurda penalità ricevuta per le sportellate con Perez gli ha precluso una seconda, meritoria piazza, a favore di Bottas. Ma è stato lucido soprattutto nel duello con Hamilton; quando ha capito che non ne aveva più per mantenere quel ritmo, non lo ha ostacolato non forzando la manovra di sorpasso di Lewis, che ha speso parole di apprezzamento per lo stile di guida e le abilità del suo connazionale.

Il bis in Austria che non ci ha privato di battaglie in pista; sicuramente la mescola Soft ha favorito un mix di strategie e aperto la forbice, ma purtroppo quella che è mancata è stata la lotta al vertice. Prossimo appuntamento a Silverstone, la patria di McLaren, la casa di Mercedes, ma anche della fabbrica Redbull; nel fine settimana in Terra d’Albione vedremo il debutto della “Sprint Qualifying”,  il banco di prova per il cambiamento del format classico del weekend.

Mercedes porterà i primi aggiornamenti sulla W12 vedremo quanto beneficio daranno e se ciò potrà garantirgli il ritorno al vertice in entrambe le classifiche, o quanto meno di ritornare a giocarsi la sfida iridata. Assisteremo inoltre all’utilizzo delle nuove coperture Pirelli di nuova costruzione al posteriore: infatti dopo i test fatti nelle 3 sessioni di libere nel Gran Premio d’Austria, tutti i Team si sono espressi in maniera favorevole al loro utilizzo, . Una costruzione più robusta per evitare i problemi occorsi a  Baku.

Ci apprestiamo ad entrare nella fase forse più calda ed interessante del Mondiale 2021, dove tutti cercheranno di spremere al massimo le proprie monoposto per consolidare la propria posizione in classifica. Intanto è stato cancellato per il secondo anno consecutivo il fine settimana di Melbourne.

Fulvio Vigilante

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