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Redbull, l’esecuzione perfetta di un weekend perfetto. L’analisi di Fulvio Vigilante.

Il Gran Premio della Stiria, prima delle due prove di scena sul circuito austriaco, ha sancito un verdetto incontrovertibile: Redbull ha attualmente il miglior pacchetto  in pista. Pilota e Team sono un tutt’uno, come Hamilton e Mercedes sino a qualche settimana fa. Il binomio è inscindibile, senza l’uno non c’è l’altro, eppure la gara vista domenica ha mostrato la differenza che fanno i campioni, Max e Lewis erano su un altro livello di guida, un altro passo, un ritmo incredibile, tale da garantire nel finale di gara un pitstop gratuito per Hamilton per montare gomma soft ed ottenere il punto del giro veloce.

Lo si è visto, quando l’auto non c’è il pilota talentuoso cerca di metterci del suo, e Lewis ha provato di tutto per restare a contatto di Verstappen, arrivando al limite in Curva 4, quasi mettendo la propri monoposto in ghiaia.

Se tra i due che si contengono la leadership del Mondiale la battaglia è sempre più infuocata, va dato merito a Bottas di aver condotto una buona gara; aiutato dallo stop lento di Perez ai box, è riuscito a sopravanzarlo, la gestione della gomma hard gli ha dato la possibilità di prendersi la 3° posizione con merito, nonostante un fine settimana partito male con l’errore in pitlane, le 3 posizioni di penalità che avrebbero potuto oscurare le performance di Valtteri. Lui che su questo tracciato ha sempre ben figurato in qualifica.

Perez fa il suo lavoro al meglio, c’è da dire che vedendo come viaggiava Verstappen, mi sarei aspettato una forza maggiore sul passo gara da parte di Sergio, invece è sembrato più lento di quanto atteso: il dover rincorrere sicuramente non ha aiutato e la sosta di 4.2 secondi gli è costato sicuramente il terzo gradino del podio.

McLaren a due facce.

Norris solido in tutto il fine settimana, solido in qualifica e bravo nella partenza a tenersi dietro Bottas e Perez, un passo gara veramente interessante con gomma Soft; unico neo, la perdita di performance dal nono all’undicesimo giro, perdendo le posizioni rispettivamente da Perez e Bottas. Ritrovato il ritmo è tornato a spingere, allungando il suo stint fino al 31º giro.

Su Ricciardo sono perplesso, le sue performance non sono perfette e soprattutto qui in Austria ha sofferto tanto, vero che in Qualifica ha avuto alcune noie, difficoltà di settaggi con il differenziale non ben specificate, se si trattasse di un problema o di un semplice mancato feeling con l’assetto. Sta di fatto che ha sofferto, anche in gara, dove mi sarei aspettato una rimonta ed un miglior passo gara.

La sensazione è che Daniel stia faticando più del previsto a trovare il giusto feeling con la MCL35M, soprattutto in frenata, non riesce a guidare come è nel suo stile con staccate al limite e tanto carico sull’asse anteriore. Una spiegazione tecnica si può forse individuare nel fatto che McLaren utilizza il sistema frenate di Akebono, storico partner del team di Woking: proprio questo componente in anni passati ha generato spesso qualche noia ai propri piloti. Ricordo che anche Hamilton durante il 2009 e 2010 ebbe diverse noi con la staccata. Il mix di problematiche che Daniel manifesta non decresce, il target per l’Australiano è acquisire e comprendere al meglio tutte le metodologie di lavoro con vista al 2022.

Ferrari come McLaren, un GP a due facce.

Se per Carlos la gara è risultata tutto sommato molto buona vedendo il suo ritmo nel finale, Leclerc ha dovuto recuperare da un brutto errore durante il primo giro, il contatto con Gasly sulla gomma posteriore, danneggiando l’ala anteriore, ha compromesso tutta la sua prima parte di gara.

Anche per lui il ritmo nel finale è stato discreto, ma il distacco dalla testa della corsa assai pesante, 86 secondi su un tracciato come quello del Redbull Ring sono un’eternità. Ma ciò vale un po’ per tutti, infatti solo i primi 4 classificati sono arrivati a pieni giri, tutto il resto della griglia doppiato.

Nota, peccato per Russell che stava disputando al solito un ottimo weekend, il problema di pressione pneumatica ha costretto al ritiro George, mettendo un DNF ad una gara condotta sin al momento del pitstop, in maniera egregia. Bravo Fernando Alonso che ha fatto una gran gara, il percorso di crescita ed apprendistato con l’Alpine sta andando ad un ritmo serrato e con una performance molto buona, in gergo si dice la curva di apprendimento è in crescita e lo si vede.

Curiosità, Verstappen ha condotto dall’equatore della contesa in poi con un paio di problemi non di grave entità, uno al BBW, (Brake by Wire) con il sistema che dava informazioni errate sul dash del suo volante, problema limitato solo a sensori andati ko. Inoltre, come per Mercedes nel 2020, anche Redbull ha accusato problemi alle sospensioni andando ripetutamente e pesantemente sui cordoli, infatti a Max è stato chiesto diverse volte di evitarli soprattutto in Curva 9 e 10, per intenderci quelle che portavano sul rettilineo d’arrivo.

Le vibrazioni generate dall’uso esasperato dei cordoli generavano vibrazioni anomale, mandando in risonanza i braccetti delle sospensioni. Problemi che non hanno rallentato Max, ma messo in allerta il suo box, preoccupati nel vedere diversi sensori diventare rossi con l’olandese dominando in testa alla gara. A mio avviso lo step di motore fatto da Redbull è solo uno dei 3 tasselli importanti portati avanti dal team di Milton Keynes, gli altri due rimangono il continuo lavoro di rifinitura del diffusore ed il massiccio sviluppo dell’ala posteriore.

Tre elementi che combinati hanno consentito di creare un vantaggio notevole in termini di velocità pura, lo step di motore si aggira intorno ai 6/8 cv, generati da una miglior affidabilità della parte endotermica MGU-K e da una maggior efficienza del sistema ibrido. Tuttavia paradossale il fatto che il miglior costruttore motoristico al momento in griglia alla fine di questa stagione si ritiri: una scelta condizionata da diversi fattori per Honda, ma sicuramente qualcuno adesso si starà chiedendo se è stata la decisione migliore, alla luce dei successi di Redbull ed anche dell’ottimo inizio stagione di AlphaTauri.

Sarà sicuramente un Mondiale aperto e combattuto fino all’ultima gara, ma l’ago della bilancia comincia a tendere in una direzione. Ma il Campionato è lungo, siamo reduci dall’ottavo appuntamento su 23 gare, tutto è ancora così aperto che potremmo vedersi concretizzare differenti scenari, taluni poco preventivabili, ma finché la matematica non sancirà il risultati definitivi nulla è chiuso.

Fra pochi giorni saremo di nuovo sul tracciato Stiriano per il Gran Premio d’Austria, l’incognita meteo è in agguato, ma se le condizioni saranno le stesse viste domenica scorsa, con temperatura della pista oltre i 50° in partenza e mai sotto i 48° durante l’arco della contesa, con gli pneumatici scelti uno step più morbidi, probabilmente potremmo assistere ad un altro Gp dominato da Redbull; e vedendo proprio in pista le mescole più tenere, ho la sensazione che assisteremo al netto dominio da parte di entrambi i Tori scatenati sui pascoli di casa.

Fulvio Vigilante

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