Sala Stampa F1

Novità tecniche – China

Novità tecniche – China

Modifiche piccole e costanti per quasi tutti i team che hanno provato in Bahrain molte soluzioni poi confermate o scartate nel nusccessivo gran premio di Cina.

Sembrano essere state confermate le novità portate in pista in Bahrain da parte di Alfa Romeo. Il team ha introdotto un diffusore completamente diverso, molto più simile a quello della maggior parte dei team. Nella soluzione precedente, gli elementi che dirigono il flusso verso l’esterno e quelli che lo dirigono verso l’alto, erano nettamente separati. Queste due zone sono ora raccordate in un unico elemento.

Questa è una zona fondamentale del diffusore perché sposta un certo flusso dietro alle ruote posteriori, dove abbiamo una zona di bassa pressione. Ciò aiuta ad aumentare la velocità del flusso sotto al fondo e quindi ad aumentare il carico prodotto. Infatti, ad ogni aumento di velocità corrisponde una diminuzione della pressione. Gli elementi che producono un up-wash, che spingono quindi il flusso verso l’alto, devono invece produrre del carico aerodinamico.

La produzione di carico in questa zona è importantssima poiché determina anche il carico prodotto in tutto il resto del fondo.

 

Piccoli aggiornamenti in casa RedBull. Il team guidato da Adrian Newey ha modificato la parte finale dell’ultimo flap e durante il week-end del Bahrain hanno effettuato delle prove comparative. La zona di questi flap è molto importante perché va a gestire il celebre vortice y-250, che si forma in quella zona. I team cercano in ogni modo di rendere questo vortice il più stabile possibile quindi la piccola soffiatura serve proprio a questo, ossia a riaccelerare il flusso e renderlo meno propenso allo stallo.

Aggiornamenti anche per i campioni del mondo in carica. Nel cerchio sono evidenziati dei piccoli elementi, probabilmente dei generatori di carico. Ora sono due, ma in precedenza c’era solo un elelemento unico. La funzione precisa di questo elemento è molto difficile da dire, è un’appendice piuttosto ambigua. Potrebbe servire a separare i flusso che passa attorno alla pancia e quello, sporco e turbolento, che proviene dalla ruota anteriore.


Gli aggiornamenti non si sono fermati qui perché il team anglo-tedesco ha portato anche una nuova paratia dell’ala posteriore. Si è passati anche qui da un end-plate con due elementi a uno con tre elementi. Si tratta di cercare di aumentare la portata d’aria all’interno dei due piloni di sostegno dell’ala posteriore.
Interventi costanti di micro aerodinamica che vengono portati ad ogni gran premio. Una mentalità che porta a testare qualche piccola modifica ad ongi gran premio, così da capire più facilmente se sia utile o meno.

Infine,sulla W10, a completare il pacchetto, è arrivata anche una nuova ala anteriore modificata in più punti.


Nel confronto notiamo una netta differnza tra le due soluzioni di end-plate. Nel primo caso l’end-plateha un taglio ad ‘L’, mentre nel secondo caso il taglio è diverso. Lo scopo è lo stesso, ossia quello di aumentare il cosiddetto ‘out-wash’, ossia quel flusso che viene diretto verso l’esterno per andare a spostare verso l’esterno le turbolenze prodotte dalla gomma anteriore. Questo è il grande dilemma dei team quest’anno.
La soluzione della Cina è stata abolita dalla Fia poiché se l’ala è vista di lato sono visibili i flap, e ciò non è permesso dal regolamento. Nella soluzione precedente ciò non accadeva.

Foto: Albert Fabrega


Tra l’altro, medesimo discorso si può fare per la RedBull a cui è stato ugualmente chiesto dalla Fia di modificare il taglio all’estremità dell’end-plate.

Notiamo anche delle piccole modifiche all’attacco del mainplane con l’end-plate (nel cerchio in basso), che è stato reso più pronunciato per aumentare la differenza di pressione tra le due ‘facce’ dell’ala.

Foto: Albert Fabrega


Altre novità per la Racing Point che è andata a modifcare la zona davanti alla pance al fine di migliorare il sigillamento del fondo. Si sigilla il fondo aprendo queste soffiature in modo che il flusso possa facilmente passare nella parte sottostante. L’obiettivo è quello di diminuire l’entrata di flussi laterali nel fondo, un problema molto importante per quelle vetture dotate di grandi angoli di rake e che in quella zona hanno quindi un grande distacco dal terreno.

Per ora è tutto, ma aspettiamo delle modifiche del pacchetto aerodinamico della SF90 nei prossimi gran premi. Uno dei problemi principali della Ferrari al momento, oltre alla gestione delle mescole.

Niccolò Arnerich