Sala Stampa F1

Note a margine. L’analisi del Gran Premio dell’Azerbaijan.

La gara di Baku in tutte le edizioni disputate ha regalato sorprese e spettacolo (quasi sempre nel finale di gara). Già detto, pista atipica, una Montecarlo veloce, se vogliamo esagerare. Il Gran Premio di domenica poteva segnare un punto di svolta in questo Mondiale, ma la bilancia del divertimento e dell’attesa, ha detto che ancora il dado non è tratto, la corsa verso la conquista del titolo per ambo le parti è appena all’inizio. Redbull impatta a quota 3 i successi di stagione dei Mercedes, mantiene per una lunghezza la vetta del Campionato Piloti mentre stacca gli stellati, a secco in Azerbaijan dopo parecchio tempo, nella classifica Costruttori.

Chi avrebbe previsto che si uscisse da Baku con entrambi i contendenti al titolo mondiale a bocca asciutta?. Perché alla fine ciò che conta è quanti punti porti a casa.

Entrambe gli episodi dal mio punto di vista hanno lo stesso peso. Se per Max la perdita di pressione (dovuta o a foratura o ad usura) l’ha privato di una vittoria quasi certa, nel caso di Lewis il pasticcio di Curva 1 alla ripartenza in griglia è l’ennesima prova che i Campioni quando vedono l’opportunità la vogliono cogliere come un succoso frutto proibito. Per questo sono Campioni.

L’analisi che voglio darvi si riferisce a quanto accaduto precedentemente all’incidente di Max.

Mercedes e Redbull: lampante come il sole che la RB16B sui circuiti urbani, complice una migliore trazione ed un miglior grip meccanico – aerodinamico, riesca a destreggiarsi meglio, al contrario la W12 soffre quando non riesce a mettere nella giusta finestra d’esercizio le gomme, paga tanto il passo lungo e la difficoltà di “buttare” l’anteriore in ingresso curva.

La Mercedes ha scelto di adottare una strategia di assetto diversi per Hamilton e Bottas, il 7 volte Campione del Mondo ha optato per una configurazione più scarica, che gli ha permesso di sfruttare i 2 Km del rettilineo principale per guadagnare decimi.

Un assetto che era tuttavia un compromesso, e proprio nel settore più guidato Lewis perdeva terreno rispetto alle monoposto di Milton Keynes. Redbull che dal canto suo ha dimostrato un bilanciamento perfetto ed un passo gara straordinariamente efficace.

Lo si è visto specialmente con Perez, che a mio avviso riesce a gestire meglio le gomme di Verstappen; lui partito 6° con un ritmo più calmo nei primi giri ha accarezzato le soft, è riuscito a risalire sino alla 2° posizione complice anche il Pitstop di 4’ secondi di Hamilton, rallentato dal passaggio di Gasly. Verstappen stava meritando la vittoria in riva al Mar Caspio, guidava facilmente in controllo, ma non a scartamento ridotto.  E poi, c’è da rispondere ad una domanda: il problema occorso all’Olandese è stato dovuto ad una foratura per detriti o è da imputare al cedimento dello pneumatico per usura?

Bottas a mio avviso sta riscontrando più difficoltà nel trovare la quadra con questa W12. Come scritto per il GP di Monaco, 2 settimane or sono il suo stile di guida più aggressivo sull’anteriore ha pagato, a Baku dove invece serviva una macchina un pelo più guidabile e più da Kart, la sua guida non ha pagato.

Non ha pagato nemmeno tornare su un setup simile a quello di Montecarlo, più carico, cercando di alzare l’anteriore per dare guidabilità al posteriore. Un Mercedes come detto che su queste tipologie di tracciati soffre, e la W12 soffre più delle precedenti monoposto del Team di Brackley. Bottas quindi che fine ha fatto? A mio parere sta subendo la monoposto, non riesce a lavorare a dovere sui problemi e forse quel telaio diverso che sta utilizzando dopo il crash di Imola lo sta penalizzando più del dovuto e del preventivato.

Sul gradino più alto del podio di Baku troviamo meritatamente Sergio Perez: il messicano che nell’arco della sua carriera è passato da vincente a rischiare seriamente l’addio al Circus della F1 a trionfatore nella landa Azera, con la possibilità di vedersi rinnovare in tempi brevi il contratto con Redbull: la gara di Sergio domenica scorsa ha sancito che i Tori in garage hanno un ottimo alleato ed un eccellente pilota alla causa iridata.

Vettel: Sebastian il finito, il bollito, il pilota che non sa più guidare; mi verrebbe da rivolgere parole poco lusinghiere ai detrattori della causa contro il 4 volte Campione del Mondo. Vettel che come detto, se non riesce a far lavorare la macchina viene facilmente additato a scarsone, viene poi facilmente elogiato quando fa sciorina grosse prestaziomni come la sua a Baku. Secondo posto meritato e primo podio per AstonMartin, dove stanno cominciando a trovare la quadra; strategia perfetta, complice la guida di Seb gentile e conservativa sulle Soft che gli ha garantito di allungare il proprio stint oltre quello dei suoi diretti avversari, e di approfittarne per recuperare terreno e posizioni.

Pierre Gasly: AlphaTauri conferma come la struttura di base Redbull funzioni perfettamente sui cittadini, 6° a Monaco 3° a Baku. Gran lavoro comunque della scuderia di Faenza che piazza i 2 piloti nella Top 10, bravo Pierre a cogliere l’occasione della ripartenza dopo la bandiera rossa per sorpassare Leclerc e guadagnarsi il podio.

Ferrari: soffre a Baku il passo gara veramente deficitario per entrambi i piloti; Leclerc che partiva in Pole, è stato risucchiato dal gruppo nella prima parte di gara, mentre prima della Safety Car in pista per l’incidente di Stroll, Sainz non ha mai mostrato un ritmo degno di nota. Una Ferrari che ha faticato più del previsto, lasciando troppi decimi nel 3° settore del tracciato. Il che mostra quanto Drag, ovvero resistenza all’avanzamento, ha in sé la SF21: il potenziale c’è ma è difficile tirarlo fuori.

McLaren: al pari delle Rosse, non perfetta sul circuito dell’Azerbaijan, tanta difficoltà anche per il team di Woking, il ritmo in gara non è stato sufficientemente forte da resistere alla Ferrari, perdendo cosi anche la terza posizione nella classifica Costruttori. Non intendo affermare che McLaren abbia perso la bussola anzi (tra l’altro Lando Norris è l’unico pilota andato sempre a punti nelle prime 6 gare), ma è sembrata meno performante di quella vista nei precedenti GP.

Alonso: da par suo riesce a portare l’Alpine a punti (Ocon uot dalla contesa nei primi giri) con una prestazione soprattutto nelle ultime 2 tornate degna del solito Nando: c’è da lavorare per rivederli in futuro in posizioni più consone, e resta da da migliorare sicuramente il rendimento in qualifica per entrambi i piloti del Team Francese.

Prossima tappa del Mondiale di F1 il Paul Richard: il circuito transalpino che non piace a molti per le sue ampie vie di fuga in asfalto, ma una pista vera dove ritroveremo curve in appoggio, da buon carico, e dove tornerà fondamentale la bontà delle monoposto a 360°.

Chiudo con alcune considerazioni sull’errore di Lewis in Curva 1 alla ripartenza.

Nel 2020 Mercedes utilizzava sì il BW (Brake Warmer) per riscaldare i dischi anteriori per trasferire temperatura alle PZero, ma in modo meno aggressivo rispetto a quest’anno. A Baku Mercedes ha sperimentato qualcosa di diverso, a mio avviso è probabile che durante il weekend vedendo le difficoltà nel mandare in temperature le gomme, abbia optato per usare maggiormente questa soluzione, con un setup più aggressivo ed incisivo, e probabilmente scegliendo di andare oltre il limite con le temperature per guadagnare qualche grado in più sull’asse anteriore.

Alla ripartenza il bilanciamento della frenata di Lewis era impostato col 86.5% tutto puntato sull’anteriore. E menomale che lo scatto di Lewis è stato super, perché altrimenti con questa ripartizione avrebbe centrato in pieno Perez. Nel momento dello schieramento in griglia Lewis aveva disabilitato il BW, in partenza Perez ha cercato di coprire l’ottimo scatto di Lewis, spostandosi a sinistra, e questa manovra ha innescato una reazione violenta per evitarlo da parte di Hamilton, toccando il pulsante, posto nella parte in alto a destra del suo volante, pulsante che per l’appunto aziona il BW.

Entrambi i pulsanti posti sul retro azionano il BW.

L’errore a mio avviso ci può stare, normale, plausibile e non grave, quello che francamente ha stancato è l’additare, criticare e catechizzare il 7 volte Campione Inglese ad ogni minima sbavatura. Capace comunque, con una vettura che domenica era nettamente inferiore alle Redbull, di rimanere negli scarichi dei Tori per gran parte del Gran Premio. Mercedes tornerà prontamente dove l’abbiamo lasciata a Barcellona, quindi occhio a darla per finita…

Concludo dicendo che la lotta per i Mondiali è aperta, lunga e soprattutto come già ampiamento sostenuto, arriveremo molto in là con la stagione per l’assegnazione del titolo Piloti e non sarà la 6° gara sicuramente a determinarne le sorti.

Fulvio Vigilante

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