Sala Stampa F1

LEWIS: IN IN IN…, TOTOUT!

Assestato quasi definitivamente il mercato piloti, resta da definire il futuro di Re Luigi VI, a breve festeggiato sul trono 2020 per la settima corona iridata, a rischio nel weekend in riva al Mar Nero di acchiappare il record di vittorie in F1 di Schumacher, attualmente nelle mani del solo Kaiser teutonico a quota 91.

In quel settimo anno di un matrimonio che spesso porta problemi, litigi e crisi, in casa Mercedes tutto fila, come le monoposto, assai bene. Pochi grattacapi, pochi rivali in pista, spesso e volentieri solo 1, Mad Max, cui il bolso motore nippo ne limita manico e chances iridate.

Hamilton, ultimamente al centro delle polemiche legate a rivendicazioni politico-razziali e discusse manifestazioni podi…stiche, deve ancora mettere la firma in calce all’ennesimo rinnovo sotto l’egida della stella a tre punte. Ma anche qui, i giochi sono praticamente fatti. Manca l’annuncio. Uno, 1+1, due anni, di contratto? Attendiamo la lieta novella, partoribile in pochi giorni.

Per uno che resta, a caccia dell’ottavo sigillo mondiale, un altro che esce, almeno dal ruolo di team principal. Il buon Toto pare intristito, ingrigito assai, riflessivo e pensativo. E dagli spifferi dei giorni scorsi e dalle sue dichiarazioni odierne pare ormai chiaro che dal 2021 non sarà il comandate in capo dell’invincibile armata grigionera. Restano le quote  di sua proprietà in Mercedes, magari resterà con un ruolo più defilato a Brackley, Ma Lewis e Valtteri avranno un nuovo referente nel garage e nel team dalla prossima stagione.

Cupo lo è, anche, il volpone per avere perso la pole position cui tanto aspirava. Essere il numero 1 della Formula 1, ma il potere Ferrari, al momento forte solo fuori dai nastri asfaltati, pare abbia impedito a Toto Wolff di ascendere al trono della massima categoria del motore, dove a breve ascenderà il buon Stefano Domenicali. Lo ha dichiarato lui poco fa.

E mentre politicamente in F1 comanda il rosso, in pista a dettare legge e a batterere tutti i record, corre veloce il nero.

Alessandro Sala