Sala Stampa F1

L’analisi di quanto visto a Imola prima della gara.

Un weekend intenso, sinora, con tutti i team ad inanellare tanti giri sia in modalità qualifica sia sul passo gara.

Una Mercedes molto solida sia sulla singola tornata che sul passo, la 99° Pole Position di Lewis Hamilton sta a dimostrazione di quando la Mercedes W12 sia cresciuta, e quanto del potenziale nascosto pian piano si sta sbloccando; non perfetta, e solo nelle mani e nel piede di Lewis Hamilton dimostra il proprio potenziale. Da approfondire le prestazioni di Bottas, molto costante e solido nelle libere, mentre ha accusato tanti problemi nell’ultimo run della Q3, probabilmente anche per qualche problema tecnico sulla sua monoposto.

Altrettanto solida ed in ottima forma sui saliscendi del tracciato emiliano la Ferrari, che sembra dare ottimi segnali di qualità sia telaistica che di performance, nel giro secco e sul passo gara: tante novità portate in pista che sembrano aver funzionato fin da subito. Qualifiche che non rispecchiamo però il vero potenziale della SF21, Charles Leclerc riesce a rimanere a circa tre decimi dalla Pole, il che rappresenta chiaramente il gran potenziale della Rossa.

Redbull che si conferma molto forte su tutti i fronti, qualifica e passo gara, a dimostrazione di un ottimo stato di forma, che si è tradotto  nel portare Perez e Max in P2 e P3. Grave però l’errore di Max in Curva 3: da un pilota navigato come lui in determinate circostanze si chiede solidità. Attenzione allo start domani di Sergio Perez con gomma Soft, rispetto ad Hamilton ed al compagno con gomma Media, potrebbe aprire la finestra di un doppio attacco ai danni dell’inglese nella prima fase di inizio gara.

Mclaren, dopo aver lavorato e tanto per analizzare dati e confrontato due soluzioni diverse di fondo, si è mostrata molto solida in configurazione da qualifica, con un Norris in gran spolvero, autore di una prestazione mostruosa; peccato per la brutta storia, la telenovela dei track limits (che ormai ha stancando). Ricciardo si dimostra in crescita e soprattutto in fase di comprensione di una vettura molto differente dalla Renault.

AlphaTauri, dopo le novità tecniche presentate e provate, come un fondo molto interessante, ha mostrato un ottimo ritmo, solidità ed ha la grande chance di trovarsi nella mischia delle prime posizioni; peccato l’errore in Q1 di Tsunoda, ma la prestazione di Gasly è molto interessante.

A centro gruppo, se Alpine ed AstonMartin “salvano la faccia” rispettivamente con Ocon e Stroll, non si può dire lo stesso di Alonso e Vettel, non a proprio agio con le proprie monoposto; Aston, che sembra maggiormente in difficoltà rispetto ad Alpine, ha optato per un ritorno ad una soluzione di pance in stile RacingPoint 2020, facendo pensare che l’andamento e la comparazione dei dati, tra fabbrica e pista, non sia del tutto perfetta.

Bene le Williams, che proprio nel weekend del compleanno del fondatore, un grande della F1, Sir Frank Williams, si arrampicano in 12a e 14a posizione, buttando il cuore oltre l’ostacolo e mostrando anche quel carattere della storica scuderia che un tempo, aveva dominato la scena, e che pare non essere mai del tutto svanito.

AlfaRomeo non riesce a capitalizzare: la vettura sembra buona, ma non perfetta, diversi errori durante le FP3 hanno segnato sia Raikkonen che Giovinazzi, tra l’altro ostacolato, in modo anche non elegante e non rispettoso durante il suo run di qualifica, dal “dannoso” Mazepin.

Haas: non voglio infierire sul giovane pilota Russo, si è capito chiaramente che la monoposto è difficile da guidare. Mick, più calmo, commette meno errori ma soprattutto sta cercando di imparare a crescere.

Domani le strategie giocheranno forse un ruolo minore: soste proiettate ad una sola, il che lascerà più spazio ai piloti di dover e poter gestire al meglio le vetture. Occhi puntati al cielo, perché la pioggia potrebbe scombussolare le carte in tavola, e su una pista come Imola, circuito old style, ricca di insidie, la possibilità di commettere un errore, anche banale, ma dalle pesanti conseguenze , è dietro ogni curva.

Fulvio Vigilante

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