Sala Stampa F1

LA MACCHINA DEL TEMPO: 1935 – NUVOLARI E L’IMPRESA DEL NURBURGRING

Germania 1935, circuito del Nurburgring, in una giornata piovosa, l’attesa è tanta per il GP di Germania, valido per il Campionato Europeo.

Nonostante il maltempo trecentomila tedeschi sono assiepati lungo il circuito e il Fuhrer Adolf Hitler con molti gerarchi Nazisti seguono la corsa dalla tribuna.

Le vetture tedesche sono tecnologicamente all’avanguardia, Mercedes e Auto Union hanno sbaragliato la concorrenza nelle precedenti gare e in vista della gara di casa, la Mercedes schiera ben cinque vetture, con Von Brauchitsch, Caracciola, Fagioli, Lang e Geier.

L’Auto Union risponde schierando quattro vetture, con Stuck, Varzi, Rosemeyer e Pietsch.

Alla ricca e potente industria automobilistica tedesca rappresentata dai bolidi d’argento, si contrappone la squadra italiana dell’Alfa Romeo, diretta da Enzo Ferrari, che schiera solo tre vecchie P3 affidate a Nuvolari, Brivio e Chiron.

Come normale che sia tutti i pronostici sono a favore di una lotta tra Mercedes e Auto Union, vetture con almeno 100 cavalli in più dell’Alfa Romeo.

Prima della gara, Alfred Neubauer, celebre direttore sportivo della Mercedes, dichiara: “Nuvolari ha solo un glorioso passato. Il presente e il futuro appartengono ai piloti del Führer”.

La gara prende il via sotto l’acqua e Caracciola “mago della pioggia”, va al comando, inseguito da Rosemayer e da Tazio Nuvolari.

Il circuito già difficile, diventa molto insidioso e la pressione del “mantovano volante“ si fa sentire, a tal punto che Rosemayer impatta contro le barriere piegando una ruota.

Tazio passa secondo e si avvicina a Caracciola, al 10° giro, Nuvolari, con l’unica Alfa Romeo ancora in gara, prova l’affondo e sorpassa Caracciola, il pilota italiano transita primo sul rettilineo delle tribune, tra lo sgomento dei tanti spettatori tedeschi.

Al giro seguente è prevista la sosta ai box, per pieno carburante, rabbocco d’olio e cambio gomme ma la fermata di Nuvolari è un disastro: i meccanici, per la foga, rompono l’impugnatura della pompa a mano e, per fare il pieno, sono costretti a travasare la benzina in recipienti più piccoli per poi immetterla nel serbatoio della P3, la lentezza della manovra fa scivolare Nuvolari in sesta posizione, che riparte nervosissimo.

Infuriato come non mai per il ritardo accumulato ai box, Nuvolari si scatena e guidando sempre al limite del mezzo, va a riprendere Stuck e Fagioli per poi raggiungere e sorpassare Rosemayer, afflitto da un rallentamento.

Dai box, gesticolando in modo evidente, lo invitano ad amministrare la 3^ posizione, ma “Nivola” è una furia, intanto, la potenza delle auto tedesche crea problemi: se non dosata a dovere dai piloti, stressa le gomme nell’alternarsi di tratti asciutti e bagnati. Il giro seguente Nuvolari raggiunge Caracciola in seconda posizione mentre in testa c’è Von Brauchitsch.

Quando gli segnalano dai box che Nuvolari è secondo, va in ansia, non regge la pressione, perde concentrazione e decine di secondi al giro, a mezzo giro dal termine, “Nivola” è a soli 24 secondi e le gomme posteriori della Mercedes di Von Brauchitsch, mostrano le tele.

Lo speaker, che riporta gli aggiornamenti agli spettatori in tribuna, non riesce più a spiccicar parola quando le gomme della Mercedes scoppiano e il pilota italiano balza al comando a soli quattro chilometri dal termine,  il volto di Adolf Hitler e di tutti i gerarchi Nazisti presenti sulle tribune s’incupisce.

Dopo oltre quattro ore di gara, il quarantaduenne Tazio Nuvolari si aggiudica il Gran Premio di Germania, transitando sul traguardo tra il silenzio della folla e precedendo Stuck, Caracciola e altre sei auto tedesche.

E’ la sua più esaltante e imprevidibile impresa, tanto che gli organizzatori, non aspettandosi certo una sua affermazione e non trovando il disco con la marcia reale (l`inno italiano dell’epoca), lo sostituirono con quello di “O‘ Sole mio”.

Al mattino, prima della gara, Nuvolari aveva detto: “Oggi me lo sento, vinco io, trovate una bella bandiera tricolore”. 

In Italia, la radio trasmette la notizia, con l‘impresa del Nurburgring, Tazio Nuvolari entra di diritto nella leggenda.

Davide Cacciotto