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LA FORMULA 1 “SENZA FRENI”: BREMBO E DINTORNI

LA FORMULA 1 “SENZA FRENI”: BREMBO E DINTORNI

Elementi essenziali per arrestare la marcia trionfale dei bolidi di F1, ganasce, dischi, e gli altri elementi che formano i complessi quanto efficentissimi freni non sono molto noti nelle loro peculiarità, si sa poco degli impianti frenanti che soprattutto in Formula 1 un rivestono un ruolo fondamentale, il particolare che consente ai signori del volante di staccare prima o dopo, di sorpassare i nemici in pista pochi metri prima di impossibili curve ed in risicati spazi.

Per questo in Inghilterra abbiamo chiesto agli amici tecnici di Brembo, fornitore della maggior parte dei team, e di tante case automobilistiche in ambito agonistico e non, di raccontarci qualcosa in più su freni e dintorni.

“Quest’anno forniamo 7 scuderie, non tutti hanno il nostro materiale, i team che usano carbonio Brembo oltre alle altre parti sono 2, forniamo completo impianto a Ferrari ed Alfa Romeo; il resto della griglia utilizza Carbon Industries come materiale d’attrito.”

Cos’è cambiato rispetto alla passata stagione per le frenata, visto che non ci sono stati grosse modifiche regolamentari ed aerodinamiche?

“Sostanzialmente quest’anno rispetto al 2018 ci sono state le modifiche relative all’ala anteriore, ciò ha alleggerito il carico e la frenata risulta leggermente più lunga; si è saliti un pò a livello di energia, le coppie sono scese non riuscendo a scaricare a terra bene il carico come lo scorso anno, le frenate sono diminuite come intensità.”

Silverstone non è un tracciato che solitamente impegna i freni, ma abbiamo visto Vettel frenare tardi, inchiodare e speronare Verstappen….cose che capitano, se si sbaglia…

“Storicamente questo è un tracciato con curve veloci in maggioranza e poche frenate vere e proprie, è stato uno dei più “leggeri” della stagione; basso carico a livello di impianto frenante, ma occhio a usare il carbonio nelle giuste temperature, visto anche che quest’anno c’è stato abbastanza fresco meteorologicamente parlando. Il problema è sempre quello: generare sufficiente temperatura per ottenere il corretto funzionamento dell’impianto frenante.”

L’aerodinamica delle Formula 1 degli ultimi anni ha messo a dura prova i freni ed il vostro lavoro?

“Sicuramente l’evoluzione delle monoposto nelle ultime stagioni anche con uno pneumatico più generoso e carico più elevato, hanno stressato maggiormente gli impianti. È anche vero che le dimensioni massime dei freni sono cresciute proprio per stare al passo con questo incremento di prestazioni delle vetture.”

Per la gente che non mastica spesso tutto quanto ruota attorno ad essi, sarebbe interessante sapere cosa piloti e squadre, che già mandando feedback a Pirelli per ciò che concerne le gomme, Brembo che indicazioni riceve da loro, soprattutto da chi sta al volante e pigia il pedale.

Il pilota, nel fornire risposte e indicazioni sui vari aspetti della conduzione di una F1, riguardo ai freni da 2 tipi di feedback sostanzialmente: la rigidezza pedale, e normalmente i piloti vogliono il pedale molto duro e quindi un freno molto pronto da subito, e legata a questa prontezza c’è il cosiddetto byte, ovvero la decelerazione provocata all’inizio della frenata che il pilota sente immediatamente. Quindi pedale duro e byte sono quelle cose che il pilota chiede sempre, e non sono mai sufficienti: più il pedale è duro, più loro riescono a decelerare, più il materiale d’attrito fornisce questo famoso byte, la frenata è migliore ed il tempo sul giro ne guadagna. Poi c’è anche l’aspetto della modulabilità della frenata, ed in questo caso dipende molto dalla sensibilità di ogni pilota; alcuni preferiscono un materiale, un impianto che da una frenata “ON/OFF”, ovvero o tutto o niente, e invece chi preferisce modulare la frenata, anche all’interno delle curve, con un rilascio del pedale graduale, il che permette di gestire un pò meglio la vettura. Queste sono normalmente le indicazioni che i piloti danno a noi di Brembo e su cui noi cerchiamo di lavorare; ci sono comunque dei parametri che si possono cambiare nei vari elementi, seguendo il volere dei team che alla fine è dettato dai piloti.”

Facciamo nomi e cognomi….se doveste indicare un pilota che spinge a fondo ed uno che modula, chi viene alla mente?

“Parliamo di ex della Formula 1 così manteniamo un certo riserbo sugli attuali drivers; Jenson Button era un pilota che preferiva la modulazione, la gestione della frenata maggiormente controllata, mentre Fernando Alonso era uno da “calcio” nel freno e alte pressioni, quindi prediligeva l’opzione che gli garantisse la decelerazione massima. Sinceramente, oramai sono sempre di più i piloti che chiedono una frenata tipo Alonso, sono molto più aggressivi sui freni, e soprattutto le nuove generazioni probabilmente hanno un background agonistico dove si abituano a frenare su monoposto in questa maniera, pur non avendo corporature molto atletiche: le nuove leve le vedi molto magre, con le gambette esili, ma è gente che mette tanti chili sul pedale; mentre chi arriva da vetture GT predilige di più la gestione del freno, la modulazione, un uso parzializzato della forza.”

Oltre alla Formula 1, dove si concentra l’impegno sportivo di Brembo?

“Praticamente in quasi tutte le categorie del motorsport, Turismo, Le Mans Series,prototipi; siamo il fornitore esclusivo della Formula E, Formula Nippon, Rally; nelle 2 ruote, Moto Gp, Moto 2 e Moto 3; Le vetture  Nascar negli States, impianti anche per alcune vetture della Dakar, un pò di tutto e ovunque, come vedi la parte “racing” è molto vasta. Poi ovviamente Brembo equipaggia auto e moto stradali, veicoli commerciali e di alta gamma, tutte le grandi marche montano i nostri freni.”

A livello mondiale, e sportivo, oltre a Brembo si sente parlare di Carbon Industries: vi spartite un pò il mercato o siete differenti nel trattare il settore freni.

“A differenza nostra, Carbon Industries è una società chimica che produce esclusivamente materiali in carbonio, mentre noi produciamo carbonio e tutte le altre componenti degli impianti frenanti; pinze, pompe, dischi, pedaliere, lavorando specificamente sui freni per tante categorie. Dall’altra parte loro si dedicano soprattutto ad applicazioni aerospaziali, con una piccola parte di business dedicata al mondo racing. Poi ci sono altri nostri competitor che ad esempio dalla F1 sono usciti da tempo, o si concentrano in alcune serie minori.”

Alessandro Sala