Sala Stampa F1

La dettagliata analisi del Gran Premio di Spagna. Vittoria di testa, cuore e….pilota.

La 98° vittoria in terra catalana di Lewis Hamilton mette l’ennesimo accento sulla perfetta combinazione uomo – macchina – Team. Abbiamo constatato ancora una volta come il team Mercedes stia dominando questi ultimi 7 anni, capace di variare, in base alle condizioni di gara, la propria forbice di strategie.

Merito anche di un pilota, Lewis, che “sussurra alle gomme”: la gestione gomma di Lewis è straordinaria, un passo medio incredibile dato da una monoposto che ne asseconda positivamente ogni reazione, ogni richiesta.

Il tracciato Spagnolo è un banco di prova estremamente importante, ricco di punti tecnici dove la monoposto e pneumatici sono sottoposti a grande stress. La forza mostrata in pista dalla Mercedes soprattutto nel seguire da vicino la Redbull di Verstappen nel T3, l’ultima chance prima del rettilineo principale, fa pensare a quanto sia solida la W12. Una gara in cui Redbull ha commesso alcuni errori, generati soprattutto dal non essere pronti a sovvertire la propria sorte, ma soprattutto il piccolo vantaggio in termini di performance che dimostrano in qualifica, in gara non si manifesta.

Le chance di vittoria per Max sono andate via via sfumando, in primis ha commesso l’errore di rientrare prima del previsto ai box. Infatti, la chiamata era prevista per il Giro 25, mentre lui è rientrato la tornata precedente,  tra l’altro non confermando nemmeno la procedura con l’apposito pulsante presente sul volante,  PC (Pit Confirm); va sottolineata comunque, la bravura dei meccanici che sono riusciti ad essere pronti ed a non fare un pitstop più lungo di 4.2 secondi, l’unica gomma non pronta era la posteriore sinistra.

In secondo luogo, quando al Giro 42 Hamilton è rientrato per il suo secondo Pit, non avendo il gap necessario per poter rimanere davanti al pilota Inglese, in Redbull hanno preferito rimanere in pista e giocarsela rischiando: e questo mostra ancora di più la forza di Mercedes sulla gestione di gomme e  passo gara. Hamilton non ha fatto altro che inanellare giri da qualifica con un ritmo pazzesco: in 16 giri il passo medio è stato di 1,386 secondi migliore di quello di Verstappen. Da notare che le Medie di Hamilton erano usate.

Di seguito, possiamo apprezzare la differenza tra i 2 protagonisti della contesa e del Mondiale al netto del pit di Lewis avvenuto al 42º giro. Redbull se vuole lottare per la corona iridata con la Mercedes deve essere perfetta non al 99%, ma deve estrarre il 110% da tutto il suo pacchetto.:

Nota a margine: per comprendere perché le strategie ad un’unica sosta non abbiano funzionato a Barcellona, qui sopra riportiamo il grafico della temperatura del tracciato durante l’arco della gara grazie al servizio F1 LiveTiming: se ad inizio Gran Premio c’erano circa 32°, verso la fine è salita sopra i 35° ed oltre. Montmelo è un tracciato abrasivo che mette a dura prova le gomma e lo si è visto anche domenica.

Passiamo alle Ferrari.

Una buona gara da parte di Leclerc con una partenza decisa, che è riuscito a sfruttare il sorpasso di Verstappen su Hamilton a proprio favore per sopravanzare Bottas, rallentato da Lewis; non ha avuto la stessa velocità nel percorrere Curva 3 rispetto a Charles, bravo in quel frangente a tenersi dietro Ricciardo per poi lanciarsi in 3° posizione.

Il passo gara è rimasto per tutto il primo stint molto buono: qui sotto mostriamo il confronto con Sainz al netto della Safety Car e della finestra di pitstop per i 2 Ferraristi. Rispetto a Carlos, in 10 giri il passo medio è stato di 1,250 secondi migliore.

Lo stint con gomma Media, nel dettaglio del grafico proposto qui di seguito, ha confermato quanto visto nella prima parte di gara, Charles si è dimostrato assai costante e consistente, dimostrando il gran lavoro svolto per migliorare la gestione degli pneumatici, segno di grande crescita e sensibilità. Carlos ha fatto vedere comunque di poter rimanere sui tempi del compagno di squadra, certo deve ancora conoscere meglio la monoposto e la gestione della Ferrari lungo l’arco della gara.

Vorrei sottolineare che lo stint di Leclerc con gomma Media è proseguito sino al Giro 58, una differenza di 7 giri in più rispetto a Sainz, che sulla stessa mescola non ha trovato lo stesso passo del compagno di squadra. Nel complesso quello che si evince dalle prestazioni di questa Ferrari, è la maturazione di un progetto interessante, una migliore gestione delle gomme, ed un buon bilanciamento soprattutto nel T3; le rosse pagano forse ancora in termini di drag, resistenza aerodinamica, ma la strada intrapresa è buona.

L’aspetto positivo è proprio questo: il miglioramento della metodologia di lavoro, della corretta correlazione tra dati in arrivo dalla fabbrica e quelli raccolti ed evidenziati in pista. Un’ulteriore nota ulteriore positiva arriva dalla prima parte di gara, laddove Leclerc è riuscito a mantenere alle sue spalle, soprattutto con un ottimo T3 – punto critico per Ferrari negli ultimi anni – Bottas, una Mercedes che invece con Lewis si è dimostrata decisamente forte in quel settore del circuito.

McLaren

Mclaren a due facce quella vista in Spagna: è apparsa più in difficoltà come visto nelle Qualifiche; probabile che il lavoro svolto per la comprensione del pacchetto fondo – ala anteriore abbia leggermente distolto l’attenzione da un perfetto bilanciamento in vista della gara. Per quanto raccontato dalla pista, vedo McLaren leggermente dietro a Ferrari.

Papaya a due facce, poiché Ricciardo sul passo medio di gara ha mostrato un ritmo nettamente migliore rispetto a Norris, circa 6 decimi. Il giovane britannico è sembrato maggiormente in difficoltà in Spagna, come se non riuscisse a far lavorare le gomme ed a trovare ritmo anche a pista libera. Lando ha potuto trovare prestazione solo a metà del suo secondo stint, quando a serbatoi più scarichi la gestione delle coperture è andata via via migliorando. Insomma, una McLaren da rivedere, sono previsti altri aggiornamenti per loro nei prossimi appuntamenti iridati, e vedremo se confermeranno il buon trend visto nei primi 4 GP.

Veniamo a Perez e Bottas.

Il Messicano recupera 3 posizioni con un buon ritmo durante la gara, quello che non convince è il suo rendimento generale nell’arco della stessa, ma soprattutto il compportamento in qualifica, troppo altalenante rispetto al Checo visto in precedenza. Deve mostrare le qualità che possiede, mi aspetto da lui una grande progressione nei prossimi appuntamenti.

Bottas non è mai stato della partita, mai a diretto confronto con Hamilton e Verstappen. Osservando i dati dello stint con Soft e poi Medie, e confrontandoli con quelli di Lewis, si evidenzia una differenza di passo medio importante.

Di seguito mostriamo il confronto con gomma Soft tra Lewis e Valtteri: ciò che balza subito all’occhio è il rendimento del Campione del Mondo, come Lewis riesca a mantenersi su tempi decisamente migliori rispetto al proprio compagno di squadra. Vero che Bottas era alle spalle di Leclerc, ma non è mai riuscito ad impensierirlo, segno di non riuscire ad incrementare il suo livello di performance con la Soft.

Nel grafico che vi propongo qui sotto, ho messo in evidenzia il primo stint con gomma Media di Lewis con il primo di Bottas: rimarcando il confronto dal Giro 30 al Giro 42 (pit di Lewis per sorpassare Max), e poi dal Giro 44 al Giro 52, momento del sorpasso di Lewis su Valtteri, e successiva sosta ai box per il Finlandese al Giro 53.

Dal confronto si evincono 23 giri ad un passo medio di circa 1 secondo di svantaggio per Bottas: ho messo in luce ciò per confrontare quale sia stato il ritmo di entrambi nella stessa configurazione di carburante. Il passo medio di Bottas è rimasto sempre molto alto rispetto a quello del compagno di squadra, mai della partita il nordico come ho anticipato. Solo in alcune tornate il suo ritmo, soprattutto dal 35º al 39º giro, e’ stato a livello di Lewis e conseguentemente, di Verstappen.

Quest’anno Valtteri con questa W12 sta avendo più difficoltà nella gestione delle mescole. Sembra proprio non riuscire a far lavorare il posteriore come vuole. Nota: quando Hamilton è arrivato negli scarichi di Bottas, ha perso nel Giro 52 1,445 secondi, che in quel frangente di rimonta su Verstappen sarebbe stato essenziale evitare.

Alpine

La scuderia Transalpina nel complesso mostra un rendimento positivo in gara, in crescita come nei precedenti appuntamenti, ma perde il confronto con McLaren e Ferrari. Sia Ocon chee Alonso hanno mostrato come lo sviluppo delle vetture intrapreso in questo inizio della stagione stia funzionando bene. Rilevante il lavoro fatto sul gruppo degli scarichi; ne hanno cambiati bene 8 in questo avvio di Mondiale, come se stessero insistendo sul trovare la migliore configurazione che permetta di smaltire al meglio il calore ed aumentare l’efficienza delle performance. Non paga la scelta della sosta singola, che costringe i Bleu a perdere ritmo e soprattutto a staccarsi dal gruppo in lotta per la zona punti. Peccato, i diretti rivali erano nettamente più veloci.

Note dolenti

AstonMartin non trova la quadra, c’è tanto lavoro da fare per loro, soprattutto nel capire i problemi della vettura e per ritrovare la performance migliore. Disastro AlfaRomeo con Giovinazzi, ennesimo problema al passaggio dai box che gli costa la possibilità di lottare per i punti, giacchè poi il ritmo è stato abbastanza buono. Con Raikkonen si è tentata la strategia con un’unica sosta, ma non ha pagato.

AlphaTauri da rivedere, ancora non convince il punticino rosicchiato da Pierre Gasly. Haas benino con Mick Schumacher, sta mostrando la crescita e la naturale maturazione che serve per apprendere come correre in Formula 1: si potrebbe chiosare buon sangue non mente.

Prossimo appuntamento il GP di Monaco, dopo un anno di assenza si torna sul glamouroso tracciato dei Montecarlo.

©Fulvio Vigilante

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