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Introduzione alla LMH – Cenni di Wec

Il fascino dell’Endurance, delle gare di durata, chi è appassionato di Motorsport sa cosa significa spingere una vettura al massimo delle sue performance nell’arco di un evento, è come correre una maratona, una gara di ciclismo. Gli sport di durata richiedono, oltre alla preparazione fisica, una preparazione mentale, mantenere un livello altissimo di concentrazione per diverse ore richiede una capacità impressionante di tranquillità e stabilità.

Proprio per questo, ci apprestiamo a vivere una nuova era del WEC, che pare aver innescato il ritorno di molti costruttori. Grazie ad un regolamento indirizzato sì a ridurre i costi a 25 Milioni di euro a stagione (circa il 70% in meno degli anni precedenti), ma che da la possibilità a case costruttrici di entrare a correre nel Wec, con una rivisitazione del prodotto Hypercar stradale.

LMH: questo il nuovo nome della classe regina del Wec, categoria che da questa stagione andrà a sostituire la LMP1. LMH sta per: Le Mans Hypercar. Ma scopriamo quali sono gli attori che vedremo in pista, appartenenti a questa categoria per il 2021:

Toyota GR010 HYBRID – In pista a Spa-Francorchamps per il prologo in vista della 6hSpa

Toyota GR010 HYBRID – In pista a Spa-Francorchamps per il prologo in vista della 6hSpa

Toyota GR010 HYBRID: dal 2018, quando il regolamento attuale è stato approvato, ha iniziato lo sviluppo del prototipo della LMH, quella che vediamo nelle foto qui pubblicate. L’Hypercar Nipponica fin da subito avrà un sistema ibrido a bordo, ed al momento è l’unico Team ad essere equipaggiato con un tale componente nel gruppo delle Hypercar. Particolare inoltre, sulla GR010 Hybrid, è la scelta delle gomme: avendo un sistema MGU-K sull’asse anteriore della vettura, sarà l’unica ad adottare pneumatici Michelin uguali all’anteriore ed al posteriore da 31 / 71-18 (misura specifica). Mentre le altre squadre della stessa classe montano pneumatici 29 / 71-18 all’anteriore e 34 / 71-18 al posteriore.

ByKolles con la PMC Project LMH: il progetto è quello di essere pronti per la 24 Ore di Le Mans di quest’anno, con un prototipo LMH tutto fatto in casa, tra l’altro nelle prossime settimane sapremo sia il nome della vettura che le date di una possibile prova in pista.

Peugeot: è già in fase di sviluppo il prototipo per la stagione 2022, fasi molto avanzate, nei prossimi mesi avvieranno i test in pista.

Ferrari: ha ufficializzato il proprio impegno a partire dal 2023, uno dei principali motivi di questo investimento è il Budget Cup introdotto in F1, che ha generato un avanzo di risorse economiche, e risorse fisiche, da dovere e poter investire in nuovi scenari. Le prospettive sembrano essere molto interessanti, sappiamo come Ferrari abbia tutte le conoscenze sia tecniche sia motoristiche per poter sviluppare un prototipo in grado di far bene. Non ci resta che aspettare il 2023.

Audi: forse non con un impegno diretto, ma con la fornitura di una LMH con annesso gruppo propulsore, una sorta di vettura già pronta, venduta ad un team per poter gareggiare. Al momento sono solo rumors, col prosieguo della stagione sicuramente ne sapremo di più.

Porsche: indiscrezioni su un possibile ritorno nella classe regina esistono, bisogna capire se l’intenzione della casa tedesca sia quella di approdare di nuovo nella massima serie dell’Endurance, con un team tutto suo, come fu in passato, o di approntare una vettura da “vendere” poi ad una squadra, garantendo loro il supporto tecnico e relativo knowhow.

Lamborghini: voci insistenti raccontano di un possibile impegno della casa italiana, in ambito LMH, voci che vedrebbero addirittura un coinvolgimento di Antonio Giovinazzi nel caso in cui la sua campagna in Formula 1 dovesse interrompersi al termine della stagione 2021.

Ma mentre Ferrari e Peugeot sono oramai certe del loro prossimo ingresso nel Wec, chi è già presente o lo sarà durante l’arco della stagione 2021 sono Alpine e Glickenhaus.

Alpine A480 LMH

Alpine A480 – In pista a Spa-Francorchamps per il prologo in vista della 6hSpa

Alpine A480 – Durante le fasi di presentazione

Glickenhaus 007

Glickenhaus 007 durante i test a Vallelunga

 Glickenhaus 007 durante i test a Vallelunga

Sia Nipponici che i Francesi hanno un prototipo già pronto e omologato per poter partecipare al primo appuntamento del Mondiale Endurance, in programma questo fine settimana (gara sabato 1 Maggio) sul circuito di Spa-Francorchamps,  la 6 Ore di Spa.

La Scuderia Glickenhaus, Team Americano, scenderà in pista ufficialmente solo nel secondo appuntamento della stagione, con la 8 Ore di Portimao. Trattandosi di una scuderia completamente nuova, con un prototipo nuovo, per essere omologata la 007 (nome della vettura) deve aver completato almeno 30 ore nei test Endurance. Il loro impegno sarà quinquennale, quindi al momento è del tutto normale qualche ritardo ed inconveniente.

Ma veniamo a cosa sono le HyperCar, prototipi sviluppati da un prodotto stradale, con una serie di specifiche racing, e motoristiche differenti.

Partiamo dall’aspetto aerodinamico – Carrozzeria.

Non devono avere superfici aerodinamiche a vista, ovvero appendici, flap o deviatori di flusso; vista dall’alto, di lato e frontalmente, la carrozzeria non deve evidenziare delle componenti meccaniche, se non espressamente autorizzate dalle normative, o nel rispetto del progetto originale della vettura.

Powertrain: qui abbiamo uno scenario interessante che darà modo a molti costruttori di poter ottimizzare le caratteristiche dell’unità motrice in base alle necessità del prototipo, lasciando campo libero all’inventiva per trovare soluzioni nuove ed interessanti. La costruzione del motore è libera, ma sono ammessi solo Powertrain  quattro tempi a benzina. Per le propulsioni derivate da quelle stradali (di produzione) abbiamo le seguenti caratteristiche:

  • Il blocco e la testata devono essere basati sul motore di serie (possono essere leggermente modificati per lavorazione o aggiunta di materiale).
  • L’albero motore può essere massimo del 10% più leggero di quello di serie.
  • Gli angoli delle valvole, il numero di camme e la allocazione di esse devono rimanere gli stessi del motore originale.

Per le vetture che utilizzeranno un sistema ibrido di recupero dell’energia elettrica (MGU-K), questa non deve superare i 200 kW, fatta eccezione per l’utilizzo che ne verrà fatto in pitlane.

L’MGU-K inoltre può fornire solo coppia motrice positiva alle ruote anteriori alle seguenti condizioni:

  • se la velocità dell’auto è di 120 km/h o superiore, quando sono montate gomme slick da asciutto;
  • se la velocità dell’auto è superiore ad un parametro ancora da stabilire, tra 140 o 160 km/h, quando non sono montate gomme slick da asciutto;
  • se la velocità dell’auto è inferiore a 120 km/h, e rimane tale fino a quando la vettura non rientra in pitlane.

La nuova frontiera di questo regolamento tecnico aprirà a mio avviso la possibilità di dare nuova linfa a questa categoria soprattutto. Sicuramente gli occhi saranno putanti tutti sulla Toyota, tanta attesa suscita comunque anche  Glickenhaus, che al momento gira ed ha girato forte sui social, mostrando a tutti il gran lavoro che stanno portando a termine.

Fulvio Vigilante

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