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Il “Segreto” Mercedes: “Air-Duct” al posteriore per migliorare la Performance.

I test appena conclusi in Bahrain ci hanno lasciato in eredità una serie di domande in relazione al leitmotiv degli ultimi anni, ovvero allo strapotere Mercedes che abbiamo imparato a conoscere sin dal Day 1 dei test prestagionali. Molte le ipotesi scaturite da queste tre giornate in cui si è lavorato come sempre a 360° sulle differenti aree delle monoposto, che grosso modo ricalcano quelle del 2020 per setup e configurazione aereodinamica. La modifica al fondo piatto che ha creato una perdita di carico di circa il 10% (in parte o del tutto recuperato secondo i tecnici), è una modifica non molto invasiva al punto da non stravolgere le prestazioni generali delle vetture. Difficile pensare, ad esempio, ad una Mercedes con un comportamento così “aggressivo” dopo aver osservato nella stagione 2020 un’auto che viaggiava letteralmente sui binari; piuttosto, è plausibile che i team e quindi anche i Campioni del Mondo in carica abbiano provato differenti soluzioni che per ovvie ragioni hanno nella funzione del test il riscontro sperimentale ricercato.

Rimanendo in casa dei tanto chiacchierati Campioni Iridati, gli occhi attenti di SalaStampaF1 hanno notato un particolare sulle frecce “d’argento” 2021 che può essere ricondotto al concetto di “air-duct”. Proviamo a dare alcuni spunti, rimanendo nell’ambito delle ipotesi, fermo restando che un elemento come “air duct” può avere svariati scopi d’uso. In un motore da corsa, per consentire un’erogazione efficiente di potenza in ogni momento, è richiesto un adeguato raffreddamento, che a sua volta necessita di un flusso d’aria sufficiente. Il sistema di raffreddamento è solitamente governato dai cosiddetti “ram-driven” (prese d’aria appositamente previste) e dai sistemi integrati di raffreddamento del flusso come condotti direzionati.

Mercedes W12. Possibile condotto interno alle pance per smaltire l’aria calda generata dalla PU, condotto utile non solo a questo scopo, ma anche a quello di affinare e pulire i flussi provenienti dall’anteriore. Nell’immagine in alto a sinistra, si vede il punto di sfogo del condotto, una sorta di “branchia”.

Una delle ipotesi che possiamo analizzare per la presunta presenza di un Air Duct (nello specifico quello intravisto da noi di SalaStampaF1), è infatti quella di un sistema aggiunto di “raffreddamento” che possa portare benefici “all’handling” della monoposto; di fatto, non dobbiamo pensare “all’abito” aerodinamico, cucito addosso alle varie vetture, come un’entità indipendente dagli altri sistemi veicolo ma, al contrario, l’interazione del setup aerodinamico con tutto ciò che riguarda gli  scambiatori di energia sotto forma di calore, è essenziale per avere un bilanciamento ottimale.

Gli scambiatori di calore (radiatori) e quindi gli eventuali condotti di raffreddamento associati, possono essere dimensionati proprio in funzione di questo obiettivo. L’ottimizzazione delle superfici sia dal punto di vista della posizione che del Design, può senz’altro portare ad una diminuzione del peso massimo del complesso sistema di raffreddamento, e quindi di conseguenza un beneficio aerodinamico che si evidenzia nella prestazione.

Mercedes Front Brake Duct

La Brake Duct anteriore vista ai test sulla W12, ha una architettura più generosa, permettendo condotti d’ingresso più ampi. I condotti interni evidenziati (ovvero 3 – 4 – 5) presentano la stessa forma della versione 2020, segno che la canalizzazione interna non ha subito particolari modifiche.

Per ciò che concerne il Tirante dello sterzo, nella W11 il braccetto attraversava la presa d’aria, dividendo in due i condotti superiori e quelli inferiori. Nella versione 2021 si mantiene la medesima soluzione, tuttavia la carenatura è totalmente differente: se prima questa era ben visibile, adesso risulta ben integrata nell’architettura della presa d’aria. Nella versione 2021 la zona nel cerchio rosso (punto 1), è coperta dalla stessa struttura della presa d’aria: è probabile che il flusso d’aria in quel punto generasse turbolenza, e con questa nuova specifica si è andati a risolvere un aspetto critico della precedente versione. La stessa forma della nuova Brake Duct sembra infatti studiata per indirizzare non solo al meglio i flussi per i condotti interni, ma anche per convogliare gli stessi al di sotto dei braccetti della sospensione anteriore, massimizzare quindi una certa stabilità ed evitare flussi turbolenti, indirizzati ai Bargeboard.

La Flangia Serra Mozzo (punto 6) nella versione W11 presentava una serie di fori, soluzione adottata per tutto l’arco della stagione. In questa versione della W12 (Test) tale soluzione non è più presente, probabile che non vi sia più la necessità di smaltire calore con tale sistema, vista la nuova forma della Brake Duct. Inoltre, il Pivot (punto 2) sopra il cestello, non sembra aver subito modifiche. Uno dei punti su cui Mercedes aveva posto l’attenzione e sviluppo nell’arco del 2020, per verificare se l’introduzione della nuova spalla delle Pirelli PZero comportava modifiche necessarie a tal fine.

Fondo W12

La Mercedes ha presentato un fondo dalla forma ondulata, suscitando tanta attenzione: soluzione tra l’altro adottata anche da AstonMartin, ma il punto più interessante della soluzione 2021 è la zona viola (punto 1). Mercedes in quella zona ha creato una sorta di “incavo” per massimizzare il carico. Punto di ulteriore attenzione sono i piccoli deviatore di flusso posti nella parte terminale del fondo (punto 2), che generano e stabilizzano i vortici prima di impattare sulle gomme posteriori. Interessante notare la modifica della carenatura del braccetto inferiore della sospensione: sulla W11 aveva un andamento curvilineo, sulla W12 vi è un andamento molto lineare, quasi a formare un piano alare.

Posteriore e Diffusore

Sebbene la W12 non si sia distinta nei Test di Sakhir per soluzioni visibilmente estreme, al posteriore ci sono alcuni accorgimenti adottati dal team di Brackley per affinare la W12.

Troviamo una sezione degli sfoghi calore del cofano motore molto rastremati, un concetto non nuovo per Mercedes, ma sulla nuova monoposto lo si è esasperato, arrivando ad avere sezioni molto ridotte (frecce gialle). Piccole modifiche anche al bordo esterno del diffusore: nell’immagine qui sopra si può notare come il piccolo elemento che univa le estremità, nella nuova soluzione è spezzato con un preciso andamento. Inoltre, lo stesso bordo inferiore ha una forma più svergolata per migliorare l’estrazione dei flussi al di sotto del diffusore.

Per concludere, alcune considerazioni sulla W12 vista in Bahrain la scorsa settimana. Non ci aspettiamo una Mercedes in difficoltà come paventato nel post-test, la monoposto era un vero e proprio laboratorio; il programma di lavoro, come anticipato, modificato dal primo giorno per un inconveniente al cambio, ha portato la squadra a mantenere un ritmo più serrato di run brevi con alto carico di carburante e mappatura motore molto bassa. L’instabilità al retrotreno ci fa supporre un lavoro mirato a ricercare un setup meccanico ben specifico per la nuova configurazione di carico aerodinamico, imposto dai nuovi regolamenti.

Davide Cacciotto

Fulvio Vigilante

Ing. Daniele Musco

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