Sala Stampa F1

Il Gran Premio di Imola al microscopio.

Il Gran Premio dell’Emilia Romagna ci ha permesso di assistere a due gare in una: in condizioni di pista bagnata la prima parte, la seconda con pista che andava via via asciugandosi, dandoci la possibilità di capire ulteriormente le performance di queste monoposto.

Ferrari e McLaren stanno tornando

La Ferrari mi ha sorpreso per la grande performance  sul bagnato, e nel passo gara. Se da un lato manca ancora quello spunto per portarsi nei Top 3 in qualifica, in gara la posizione al momento raggiungibile al netto di imprevisti e scenari non prevedibili, è la 3°- 4° posizione. La chance di andare a podio è sfumata per via dell’incidente tra Bottas e Russell, e la conseguente bandiera rossa, ma ciò non toglie che ad Imola abbiamo visto una Ferrari veramente forte.

Aspetto positivo per il Cavallino Rampante è finalmente una giusta correlazione tra dati in fabbrica e pista. A dimostrazione di ciò ci sono i diversi aggiornamenti portati sia lato cofano motore, sia fondo, che hanno dato un riscontro positivo.

Bene Leclerc che ha mostrato un’ottima solidità, forse gli è mancata un po’ d’astuzia nello sfruttare l’errore di Verstappen alla ripartenza dalla bandiera rossa; fortunato nel giro di schieramento a non insabbiarsi. Per Sainz qualche imprecisione ed un passo gara sì buono in condizioni di gomma media, ma non forte in condizioni di pista bagnata.

McLaren: Il Team ha mostrato che può giocarsi più di un semplice piazzamento a podio. Molto solida, ottimo passo gara e molto bene in condizioni di pista bagnata. L’aiuto della PU Mercedes ha fatto il resto, consentendo al team di Woking di fare quel salto necessario per stare davanti. Sulla McL35M si è visto un nuovo deviatore di flusso alla fine del fondo, e questo spiega il lavoro del venerdì di analisi e comprensione dell’aggiornamento.

Ricciardo sta continuando il processo di asattamento alla monoposto:  in un’intervista al canale della F1, ha dichiarato quanto sia difficile arrivare al limite e quindi estrarre il massimo della performance dalla monoposto in questo momento, ci sta arrivando  step by step.

Norris sta mostrando una grande crescita, un processo di maturazione sportiva e costanza di rendimento. Pochi errori, solido in qualifica (anzi super solido), ancor di più in gara, pronto a sfruttare ogni occasione. Inoltre, molto interessante la difesa nel finale di gara al cospetto di Lewis Hamilton: lucido quando ha capito che non avrebbe più potuto tenerselo dietro,  a non forzare oltre misura la difesa. Curiosità, vero che alla ripartenza della bandiera rossa l’errore di Verstappen prima del rettilineo principale ha favorito il sorpasso di Lando ai danni i Leclerc, ma anche se ciò non fosse accaduto, dubito che Charles sarebbe stato in grado di respingere il gran ritmo di Lando su gomma rossa. Prevedo quindi una gran lotta tra McLaren e Ferrari nella battaglia per la 3° e 4° tra i costruttori.

Strategie strana per l’AlphaTauri con Gasly partito con gomme Full Wet: quando si è capito che era stata sbagliata, era oramai troppo tardi. Se Pierre ha dimostrato che la AT02 è una vettura competitiva, l’arrembante e giovane Tsunoda, deve ancora fare la “gavetta” necessaria, per crescere e maturare.

L’errore in qualifica, il testacoda dopo la ripartenza dalla bandiera rossa, denotano ancora che il nipponico deve necessariamente studiare ed acclimatarsi in Formula 1. Tra l’altro il testacoda di cui sopra, se non fosse accaduto, avrebbe consentito al giapponese di completare un soprasso ai danni di Lewis Hamilton (avendo il vantaggio della gomma Soft): dimostrazione dei un atteggiamento aggressivo, ma sempre rispettando il 7 volte Campione del Mondo, non ostacolandolo oltremodo o azzardando un’azione fuori misura; il che denota le potenzialità di Yuki di poter aspirare a diventare un gran pilota.

Venivamo a chi in gara è apparso in difficoltà.

Alpine appare al momento lontana parente della Renault 2020, difficile da guidare in condizioni di pista bagnata, e non migliore su pista umida e poi asciutta. Se da un lato Ocon è stato comunque autore di una gara abbastanza lineare, dall’altro Alonso non ha ancora raggiunto il miglior feeling con la monoposto bleu, e qui l’adattamento e la mancanza di tempo a disposizione per poter prendere confidenza con una vettura difficile da “intendere”. Hanno raccolto punti, ma probabilmente la sorte ha dato una mano in un weekend complicato. Da notare tuttavia, che sulla Alpine sono state provate diverse novità, da un’ala anteriore con profili differenti, ad un diverso profilo del cape sotto al muso, e diversi elementi sul fondo. Probabile che la comprensione degli sviluppi, su un tracciato cosi impegnativo come è Imola, non abbia aiutato nel trovare un assetto ottimale.

AstonMartin: i problemi tecnici ai cestelli dei freni posteriori hanno condizionato la prima parte di gara, Stroll ha accusato problemi si dal giro di schieramento in griglia, sulla macchina di Vettel per precauzione hanno cambiato gli stessi componenti, costringendolo però a partire dalla pitlane, dove durante le operazioni è sorto un problema al BBW (Brake by Wire). Certo questo non è l’avvio di mondiale che il Team Inglese aveva previsto.

AlfaRomeo: nota dolente, e molto! In riva al Santerno, purtroppo,  il duo del Biscione non ha trovato la strada della performance, e pure c’è da dire che la C41 sembra avere del potenziale per poter garantire almeno l’accesso alla zona punti. Considerando che li davanti oltre ad Hamilton e Verstappen, si sono ritirati solamente Bottas e Russell (che erano in zona punti), la situazione per la scuderia del Quadrifoglio non è delle migliori. A Giovinazzi è andata anche peggio, con quella visiera a strappo che è andata ad ostruire la presa d’aria dei freni posteriori, mandando quindi in crisi tutto il sistema, con il rischio di compromettere il BBW, che avrebbe potuto causare un conseguente incidente, con danni maggiori.

Haas: qualcosa di discreto almeno, come prestazioni e ritmo di gara, con Mick si comincia a intravedere, ma ci sarebbe molto da fare, peccato che sin dall’inizio della stagione la squadra americana ha fatto capire che non ci saranno sviluppi, il che “condanna” i giovanotti al volante ad un’annata complicata.

Veniamo a chi sta dominando la scena, i due che sono divisi da un punto dopo 2 gare, e questo fa presagire come questa stagione potrebbe non essere come le precedenti.

Lewis e Max.

Max, autore di una partenza furba e coadiuvata da un Perez lento al via, ha imposto fin da subito il proprio ritmo, serrato e deciso, peccato che Hamilton avesse danneggiato la bandella inferiore sinistra dell’ala anteriore dopo il leggero tocco alla prima curva, perdendo punti di carico che in quel frangente con pista bagnata e con gomme ancora non nella corretta finestra d’esercizio, hanno aperto un gap di 5 secondi in meno di 3 giri.

Redbull si è dimostrata molto forte in condizioni da bagnato, soprattutto capace di portare in temperatura le gomme e farle funzionare nella corretta finestra, rapidamente, meglio che in condizioni di pista asciutta.

Mercedes dal canto suo, mostra quanto sia gentile con gli penumatici, ma in condizioni dove invece è necessario portare le Pirelli PZero rapidamente nella corretta temperatura d’esercizio, al momento si sta rivelando un’arma a sfavore. La solidità della W12 resta impressionante, pochissimi aggiornamenti portati in pista, se non una leggerissima rivisitazione di alcuni elementi verticali del diffusore. Il punto di svolta della gara, il pitstop di Lewis, dove perde 2 secondi per un problema alla pistola anteriore destra: la sosta dura 4,4 secondi, esce lontano da Max, il distacco da Verstappen però nel prosieguo è andato rapidamente calando, complici anche i doppiaggi non facili, in condizioni di pista mista, bagnata e asciutta,e ciò ha portato Lewis a spingere e forzare la rimonta sull’Olandese. Rovinata dall’errore alla Tosa, proprio in fase di doppiaggio, con ulteriore danneggiamento dall’ala anteriore nella parte destra, e relativa necessità di cambiare ala.

Nello stesso frangente l’incidente tra Russell e Bottas ha provocato la bandiera rossa. Un aiuto per Lewis che in quel momento si ritrovava 9°. Compattato il gruppo, è iniziata per Hamilton la prorompente rimonta, che lo ha portato in 2° posizione a 3 tornate dal termine.

Verstappen dal canto suo, ha gestito bene la ripartenza dalla bandiera, rossa, anche se stava per vanificare il tutto con un’escursione all’ultima curva prima del rettilineo principale, ha mantenuto un passo gara costante allargando il divario da Norris, il che gli ha garantito una certa tranquillità fino alla bandiera a scacchi.

Perez e Bottas

Il Messicano, autore sì di una qualifica sorprendente scippando la seconda piazza al proprio compagno di squadra, si è poi perso domenica. Diversi errori, un passo gara altalenante, complice forse anche un problema al volante, che tuttavia non ha poi rappresentato una giustificazione in quanto sostituito. Anomala la sua prestazione.

Anche per Bottas un fine settimana molto anomalo ed anonimo, sembrava poter ripetere quanto fatto l’anno scorso, con Pole e vittoria sfumata per un detrito raccolto; invece il suo Gran Premio è iniziato male sin da sabato, quando durante il run di Q3 non ha trovato il feeling con il posteriore della sua W12, complice anche un tempo cancellato, e questo lo ha relegato a partire dalla 8a casella in griglia.

In gara il passo non è sembrato solido quanto quello di Lewis, anche per non aver potuto vederne il ritmo con coperture medie poichè vittima del tamponamento da parte di Russell, che ha ulteriormente complicato una stagione che per il finlandese non è partita nel migliore dei modi.

Concludo dicendo che questo Mondiale si giocherà su ogni singolo punto conquistato, ed un certo peso avrà anche quello portato a casa con il giro veloce in gara, e sarà necessario tutto l’aiuto possibile sia da parte dei team, nel preparare la vettura nella configurazione più performante possibile, che dei rispettivi compagni di squadra. Speriamo di ritrovare l’anno prossimo Imola, ci ha regalato un weekend straordinario,  ricco di emozioni. L’amico Giancarlo Minardi, neo direttore dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, ci sta già lavorando

Fulvio Vigilante

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