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Il Gran Premio del Portogallo ai raggi X. La super-analisi di Fulvio Vigilante.

97° Sinfonia di Hamilton. Una solida gara da parte di una Mercedes che ha mostrato sul circuito dell’Algarve una solidità notevole. Nessun aggiornamento, nessun pacchetto evolutivo dai test alla 3° gara, se non per una piccolissima modifica ad alcuni elementi verticali del diffusore, nel Gran Premio di Imola. Redbull che porta in pista aggiornamenti, evoluzioni, ma non sembrano essere sufficienti a dare i frutti sperati, e non riesce a far funzionare a dovere il pacchetto disponibile.

L’analisi del Gp di Portimao parte dal confronto con chi ha mostrato, nelle prime 3 tappe, di poter essere in ballo ed essere in grado di scatenare la “guerra”. Hamilton, Verstappen ed anche Bottas. Il 7 volte Campione del Mondo ha mostrato una solidità impressionante in gara, costruendo l’ennesimo trionfo con il ritmo, tornata dopo tornata, da passista. Due sorpassi in due momenti cruciali nel primo stint di gara gli hanno garantito la vittoria numero 97.

Un MadMax deve mostrare la maturazione necessaria per diventare campione, che deve fare il salto di qualità che serve per puntare al Mondiale, ma a differenza di Imola, dove il carattere aggressivo dell’Olandese si è fatto valere, a Portimao è sembrato “timoroso” nel dover gestire la pressione, quella per l’appunto di quando cominci a percepire che non puoi più scendere in pista e basta, ma è imperatovo essere perfetto al 110%.

Bottas, in qualifica, a volte diventa una tigre, poi in gara purtroppo spesso veste i panni di un agnellino. Lui le capacità le ha, ma non riesce a raccogliere; la bravura e l’astuzia anche, poi succede che, come nella ripartenza dalla Safety Car, finisce per bloccare Hamilton dando la possibilità a Verstappen di sfruttare l’occasione per sorpassarlo; e con l’andare della gara, poi si perde, lasciando ampie porte aperte. Come dire “ci provo ma poi mollo”.

Ma veniamo a dati concreti per capire ciò.

 

In questo grafico ho racchiuso i giri dall’8º al 35º, mettendo a confronto i tempi giro per giro. Il ritmo di Lewis rispetto a i suoi diretti rivali è stato di circa 2-3 decimi migliore (Bottas e Verstappen). Differenza che si nota maggiormente dopo il sorpasso al finlandese: è li. in quel frangente che ha costruito la propria gara, mantenendo un passo migliore rispetto a diretti avversarsi dal giro 20 al 25, e successivamente nei giri 31 e 33 aumentando il ritmo.

La parte di gara tra le tornate 8 e 35 è quella più probante, in quanto:

  • 8° giro è il secondo dopo la SC, non è quindi “falsato” dalla ripartenza.
  • Il 35° giro è quello in cui tutti e 3 i protagonisti stavano per entrare nella loro finestra del Pistop. (N.B.: il 35° giro è quello del rientro di Max).

Nel grafico ho inserito le linee di tendenza ovvero l’andamento, dove si nota come quelle di Bottas e Verstappen dal giro 20 in poi si intersecano, ovvero i tempi sul giro di Bottas sono saliti. La gomma gialla, la Media rispetto alla Hard ha dimostrato un rendimento inferiore. Lo stesso rispetto alla Rossa, soprattutto nella fase finale di gara: chi come Sainz è passato da Soft a Medie ha subito il tracollo nella parte finale di gara.

Dallo stint con gomma Hard, si nota:

  • La gestione del passo di Hamilton; una volta creato il gap necessario, ha amministrato il vantaggio.
  • Bottas ha sofferto a portare le gomme nella giusta finestra di esercizio dopo la sosta. Probabile che il sorpasso subito da Verstappen, non abbia permesso al finlandese di portare nella corretta finestra d’esercizio le Hard, con conseguente aumento di gap dall’Olandese.

Tra l’altro, il sorpasso è nato anche da un pitstop lento, 3.3 secondi, contro quello di Verstappen di 2.3 secondi, quando il divario tra i due prima del pit del pilota della Redbull oscillava tra 1.2 e 1.3 secondi. A conti fatti se il pit di Bottas non fosse stato cosi lento, il gap tra i due sarebbe rimasto pressoché inalterato.

Nel secondo grafico si evidenzia un Delta positivo di +0.196 a favore Bottas, considerando anche il problema al sensore della temperatura dello scarico occorsogli, che tra le tornate 54 e 55 gli è costato 5 secondi. Il suo ritmo nonostante tutto ciò non è risultato comunque all’altezza di quello di Verstappen, troppo altalenante. Dal canto suo Max, rispetto a Valtteri, non ha avuto un rendimento nettamente più forte tale da stroncarlo, anzi in alcuni frangenti il finnico si è comportato meglio dell’Orange. Peccato quindi il problema occorso a Bottas, perché altrimenti avremmo assistito allo scontro diretto tra i due.

Veniamo al Punto Tecnico.

Mercedes per tutto il fine settimana ha lavorato tanto nella comparativa tra un’ala posteriore ad Alto carico ed una a Medio/Basso carico. Bottas ha scelto una configurazione ad alto carico ibrida, con l’ala posteriore provvista del supporto principale a Mono Pilone, solitamente utilizzata in circuiti come Monza, Silverstone; ma con un flap del DRS più grande, con la classica nervatura a V al centro. Mentre Hamilton ha utilizzato un’ala posteriore classica, con doppio pilone e DRS senza nervatura, quest’ultima ala più piccola di dimensionipiù scarica, che come anticipato su twitter ha dato modo a Lewis di poter attaccare. La scelta? Probabile che Bottas sentisse un posteriore poco stabile, e per compensare tale difficoltà abbia optato per questa soluzione. In qualifica sicuramente ha pagato, mentre in gara forse ha accusato maggiormente le difficoltà di gestione del posteriore.

Tante novità da Redbull: nuovo diffusore, nuovi bargeboard, tanto lavoro in quel di Milton Keynes, per affinare sempre più la RB16B, che sì sembra la monoposto migliore, ma pare le manchi ancora quel surplus per vincere, in maniera solida e costante.

Fonte: F1 Technical

Perez: la strategia adottata per il Messicano francamente non ha avuto senso; infatti il ritmo di Sergio fino al pitstop di Verstappen era pressoché simile: circa 2 decimi in più per Perez in confronto. Portando la sosta al 52º giro, lo hanno praticamente tagliato fuori da qualsiasi battaglia diretta per il podio.

Ferrari

Cos’è successo alle Ferrar? Il tutto parte da un sabato non facile per Sainz che non riesce a qualificarsi in Q2 con la gomma Media, costretto quindi ad utilizzare la Rossa per passare il taglio per la Q3. In gara il primo stint con gomma Soft non è forte quanto si prevedesse, complice anche una ripartenza dopo la SC, dove per evitare di tamponare Perez in Curva 1 il madrileno perde posizione dal Messicano e da Norris. Montare la gomma Media al giro 22 è risultata una scelta troppo prematura a mio avviso, forse qualche giro in più, con una sosta all’altezza del 26-28 giro, gli avrebbero consentito uno scenario migliore sia al momento del pit che di conseguenza nel finale di gara.

Leclerc si qualifica male, ottavo, soprattutto considerando l’opportunità di poter partire con la Media.

Qui sotto abbiamo lo stint comparativo tra Sainz con gomma Rossa e Leclerc gomma Gialla dal giro 8 al giro 20 (tornata 22 pitstop per Sainz). Leclerc con la Gomma Media ha avuto un rendimento quasi sullo stesso livello di Sainz con la Rossa, già questo riferimento doveva far pensare in Ferrari ad un approccio diverso per la strategia di Carlos.

Il set di Medie montato a Carlos non ha funzionato: infatti il ritmo di Leclerc a confronto, con le gomme dure, ha creato una differenza sul passo medio enorme, in 40 giri di circa 7 decimi complessivi. Ciò porta sì alla luce il tentativo aggressivo di Ferrari di voler passare Norris, ma evidenzia un errore di valutazione nel optare per strategie troppo aggressive. Forse il Gran Premio dell’Algarve ha messo in luce alcune criticità della SF2, soprattutto nella gestione degli pneumatici duri a basse temperature.

La gara di Portimao ha dato modo ad Alpine di mostrare in parte le proprie carte, evidenziando un ottimo miglioramento segno che i tanti aggiornamenti portati dai Test sino ad Imola stanno cominciando a dare buoni frutti.

Alonso: un solido Fernando, capace di portare la sua monoposto dalla 13º posizione di partenza ad una solida 8a finale, la grinta mostrata dall’Asturiano è quella di un tempo. Se non si fosse complicato la qualifica, il risultato finale a mio avviso sarebbe stato sicuramente migliore dell’ottava casella sotto la bandiera a scacchi.

Anche Alpine ha mostrato un rendimento sulle Hard nel secondo stint migliore rispetto a quello sulle Medie: premessa doverosa, Ocon ha tuttavia il merito di aver gestito molto bene la gomma gialla per tutto il secondo stint; per il francese sosta al 22º giro, monta le medie e le porta fino a fine gara. Solido il ritmo di Alonso, soprattutto nel finale, segno di aver gestito molto bene le coperture Hard per tutto il suo stint.

Mclaren

Norris si conferma ancora una volta molto solido e battagliero la domenica, con una progressione ed un ritmo molto interessanti. Sia con gomma Soft nel primo stint che con gomma Media poi, il britannico è stato l’unico del lotto rispetto ai suoi diretti avversari, Ferrari in primis, a riuscire a portarle al traguardo senza perdere performance. Una curiosità, Norris nel primo stint con gomme Rosse ha mantenuto un tempo sul giro molto lineare, infatti la sua linea di tendenza è praticamente piatta: ciò fa capire quanto Lando sia costante sul passo gara.

Ricciardo invece non ha trovato il ritmo con la mescola Media, e con la Hard ha aperto ancora di più il Delta sul passo medio per giro rispetto al compagno; sicuramente gli serve tempo per entrare in sintonia con la MCL35M, anche se mi aspetto qualcosa in più nei prossimi weekend soprattutto nella gestione della gara.

Male AlphaTauri che su questo tracciato a sofferto tanto.

AstonMartin deve trovare la quadra: nel tentativo di migliorare le debolezze della RP20 ha curato poco il problema del nuovo regolamento; mi aspetto una reazione da loro, almeno di poter consentire a Vettel e Stroll di poter essere competitivi. In casa AlfaRomeo Giovinazzi ha mostrato una buona crescita, e soprattutto finalmente ha disputato una gara pulita, lineare; non so se il contatto/tamponamento da parte di Kimi abbia danneggiato il bordo destro del diffusore, ma sicuramente bene non ha fatto alla nonoposto del Pugliese.

Prossimo appuntamento a Montmelo, Barcellona;  un tracciato Mercedes, una pista dove troveremo Curva 10 modificata, che stresserà meno il posteriore delle monoposto. Pirelli porta le stesse mescole utilizzate in Portogallo, C1 – C2 – C3, e probabilmente assisteremo ad un Gran Premio dal canovaccio molto simile a quello andato in scena lo scorso fine settimana, ed appena sviscerato in dettaglio.

©Fulvio Vigilante

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