Sala Stampa F1

Il Gp del Bahrain al microsopio. L’analisi di Fulvio Vigilante.

La mia analisi, senza esprimere giudizi di parte, tenta di mettere in evidenza soltanto gli elementi tecnici che hanno contribuito alla vittoria numero 96 di Lewis Hamilton.

Le Mercedes, viste le prestazioni manifestate nelle prove libere e nelle qualifiche, partivano col presupposto di dover rincorrere la Redbull (di Max), che si era mostrata a proprio agio sia con le nuove coperture Pirelli, sia con l’interpretazione dei nuovi regolamenti. Quest’ultimi, oltretutto, sembrano proprio favorire le monoposto ad alto angolo di Rake.

Il team di Brackley ha pianificato a tavolino la strategia poi effettivamente utilizzata per la monoposto di Lewis: cercare di mantenersi il più vicino possibile alla Redbull di Verstappen per poi sorpassarla sfruttando l’undercut. Tale strategia è avvalorata anche dai team-radio. Il primo pit di Hamilton è stato preceduto da una richiesta di “Bono”, il suo ingegnere, di allungare lo stint; poi, in curva 15, prima del rettilineo principale, è stato chiamato ai Box (Giro 13). Tale tattica era stata pianificata per impedire alla Redbull di poterla copiare.

Ma nemmeno la Redbull ha mai manifestato la volontà di marcare la strategia Mercedes dei pitstop, costringendo così Verstappen a ricucire l’inevitabile gap da Hamilton creatosi con l’undercut.

Il secondo stint – entrambi con la scelta di gomma Hard – sarebbe stato nettamente a favore di Verstappen. Se non altro per la differenza di usura: ben undici giri in più sulle Pirelli Pzero di Hamilton.

Sottolineo particolarmente questa fase. Ad entrambi i piloti, in fase di outlap del secondo pit, viene consigliato di curare attentamente gli pneumatici nelle prime tornate, in quanto elevato il rischio di mandarle in overheating (surriscaldamento).

Hamilton, infatti, torna in pista (Giro 28), con un passo “tranquillo”; Verstappen prosegue con un ottimo passo gara, fino al suo secondo pit (Giro 39). È qui, a mio avviso, il punto di svolta. Max torna in pista con un ritmo serrato sin da subito, per ricucire quanto prima il gap con Lewis. Guadagna tanto; inanella giri veloci, ma stressando oltre il limite le sue coperture. Il suo ingegnere (GianPiero Lambiase), lo esorta a gestirle meglio, a preservarle per il finale di gara, ben consapevole che una volta alle spalle di Hamilton, per sorpassarlo sarebbero stati necessari pneumatici ancora prestazionali.

Quanto poi accaduto in Curva 4, si spiega semplicemente; conoscendo qual è la differenza che passa tra “track limits” (concessi in gara) e sorpassi fuori pista (vietati). Aggiungo una nota personale: i regolamenti non devono essere interpretazioni.

Durante quell’episodio, e la successiva restituzione della posizione tuttavia, succede altro. Verstappen perde temperatura sulle sue coperture, passa in zone sporche con un mix di sabbia e residui di gomma, sicuramente non favorevole, e da quel momento non riesce più ad insidiare Hamilton, anche se il distacco rimane sotto al secondo. A mio avviso, l’errore più grande commesso da Verstappen è stato quello di portare le gomme nell’aria sporca della Mercedes, senza un sufficiente margine di performance, con il risultato di avere un unico tentativo, non andato poi a buon fine, di sopravanzare la Mercedes. Forse con qualche giro in più, o soltanto un po’ più di buon senso Verstappen avrebbe vinto.

Veniamo al resto della griglia.

Perez: cambiato il pacco batterie e centralina, gli indicatori segnano il rosso, in quanto durante la stagione sono concessi solo 2 rispettivi elementi, al terzo scatta la penalità. Il problema elettrico occorso in fase di schieramento accende un campanello d’allarme per Honda. La bontà però della RB16B si vede; il messicanoo è autore di un’ottima rimonta, sciorina un passo gara solido e nelle sue mani riesce a consolidare un’ottima 5° posizione.

Bottas: prestazione strana, quasi anonimo, non riuscendo in alcun momento ad essere della partita; mai vicino ai primi, il problema al pit, da una mezza mazzata ad una prestazione che non convince molto, anche se il primo stint non è stato negativo, ma non all’altezza delle prestazioni di Hamilton e Verstappen. Al 54° giro monta gomma Medium (gialla) per segnare il giro più veloce, unica nota positiva.

Ferrari: a mio avviso c’è da migliorare; la macchina e nello specifico una PU migliorata sicuramente, ma l’assetto deve crescere, un primo stint con serbatoio carico e gomma soft da rivedere, perché già dal 6° passaggio il ritmo di Leclerc si è alzato. Per Sainz, l’adattamento alla SF21 in condizioni di gara necessità di più tempo, il suo ritmo di è dimostrato buono anche se non perfetto. Ciò che lascia un dubbio sulla bontà del miglioramento della monoposto di Maranello, è il distacco di circa un minuto dal vincitore.

McLaren: si conferma con un passo gara molto potente, a dimostrazione che la MCL35M è un’ottima vettura; con un Norris che mantiene da metà corsa in poi un ottimo ritmo, portando la sua monoposto al 4° posto; lo stesso Ricciardo, come nel caso di Sainz, necessità di un po’ più di tempo per adattarsi alla nuova vettura, ho la sensazione che il team di Woking potrà ben comportarsi lungo l’arco della stagione. Nota: durante il primo giro, bellissima battaglia, pulita tra loro senza contatti.

AstonMartin: Vettel parte bene, recupera, ma quel treno di gomme Medium cambiato solo al 25° giro, incide pesantemente sul prosieguo del Gran Premio, da sottolineare il leggero contatto con Tsunoda tra Curva 1 e 2 nel primo giro, (bandella sinistra dell’ala anteriore leggermente danneggiata, che comporta un’anteriore non precisissimo, nelle fasi cruciali di inizio gara). Monta gomme Hard, per andare fino alla fine con una sola sosta. Il tamponamento con Ocon, un errore di valutazione a mio avviso, la penalità, come se lui avesse voluto farlo apposta, arriva poi meritata. Stroll: lo stint con gomma Medium non è incisivo per quanto dovrebbe, ciò che mi lascia dubbi è il risultato finale, parte 10° arriva 10°.

Alpha Tauri: interessante il giovane Tsunoda, solido, “cattivo” e deciso alla prima gara in Formula 1, porta a casa i primi punti della sua carriera; anche la gestione gara mi ha colpito, pochi errori ed un buon ritmo consolidano un ottimo risultato. Gasly: condiziona tutta la sua gara con il contatto con Ricciardo, con l’ala anteriore che passa sotto il fondo danneggiandolo. Ma quella P5 in qualifica mi fa pensare che loro saranno protagonisti in questa stagione.

AlfaRomeo: peccato, mi vien da dire, la monoposto è migliorata e si è visto, alcune scelte come montare gomma Hard a Kimi nel primo stint, e poi montare le Medium al Giro 29, non hanno pagato. Giovinazzi: un errore abbastanza strano al pit ha condizionato tutta la sua gara, 3 delle 4 gomme erano correttamente Medium, la quarta era un Hard, un errore pesante, 10 sececondi persi. Il risultato finale vede però le 2 vetture del Biscione a ridosso della zona punti, il che mi fa pensare che in molte piste e con una migliore qualifica, il team potrà disputare un’ottima stagione.

Alpine, Alonso: mette insieme un’ottima partenza e un primo stint solido, salvo avere un degrado gomma importante, è uno dei primi a fermarsi. Il problema tecnico occorso all’impianto frenante, occluso dall’involucro di un sandwich! al posteriore non macchia il suo ritorno, anzi, il duello rusticano con Vettel e Sainz a centro gruppo, ha dimostrato la voglia di Fernando di lottare e di primeggiare. Ocon: non so, mi lascia un po’ perplesso, non mi ha convinto molto, un passo gara altalenante, una A521 tra le sue mani sia in qualifica, ma soprattutto in gara, da rivedere.

I piloti Williams hanno dimostrato che comunque la macchina c’è ed è migliorata, ma aspetto il secondo appuntamento stagionale ad Imola per esprimere un giudizio tecnico, sulla bontà complessiva. Un “occhio” alla causa del ritiro di Latifi dovuto ad un problema al turbo, che resta da appurare.

Haas: come normale che sia, vista l’assenza di sviluppo dall’anno scorso; Schumacher unico superstite, ha mostrato una grossa carenza di performance, Mazepin, errore grossolano.

(foto XPB – Official Team F1 Twitter account)

Fulvio Vigilante

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