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Guerra e Pace? Piace o non piace? La nostra sulla conflittiva contesa in Terra d’Albione nell’analisi di Fulvio Vigilante.

Il campo di battaglia asfaltato della F1 è assurto oramai a qualcosa di “storico”, fatto di duelli ruota a ruota, sportellate, scie e è nel DNA della competizione, un lato che è insito in ogni pilota. In pista si corre sulla lama di un rasoio non c’è spazio per tentennamenti sennò non vinci. La F1 non perdona vince ci supera, ci attacca.

Invochiamo da anni battaglie dure in pista, duelli serrati: bene in questo Mondiale c’è di tutto, l’ottimo mix d’ingredienti per servici un piatto da gustare ads ogni GP.

Il fine settimana di Silverstone ha lanciato la Sprint Qualifying, il concept della F1 per il 2022: le Qualifiche al Venerdi, e quindi come detto una doppia gara. Bene, chi era presente sicuramente ha assistito ad un weekend interessante, dall’esterno vedere girare le vetture ha ricompensato dell’attesa di oltre un anno.  Ma per chi invece era davanti alla tivù ha visto girare un serpentone per 30 lunghi minuti.

Veniamo alla Sprint Qualifying, avevo già espresso che non ero del tutto convinto del format, ovvero disputare una Qualifica in modalità di gara: e dopo quanto visto in Inghilterra sono pienamente convinto che non è la strada da percorrere, non c’è bisogno del nuovo formato, le classiche Q1-Q2-Q3 funzionano, rendono interessanti i sabati e ti portano in gara con l’hype dell’attesa per scoprire la domenica chi davvero ne ha di più. Con questo format invece molti valori vengono già scoperti durante la SQ stessa, compromettendo di fatto l’attesa stessa, per la gara.

Salvo due aspetti però di questa novità:

  • La possibilità di scelta delle gomme per la gara, non vincolate dalla qualifica, è interessante, non si è visto in questa occasione ma sicuramente ciò potrebbe aprire ad un nuovo ventaglio di strategie.
  • La Qualifica al venerdi rende sicuramente più interessante la giornata stessa, ma se da un lato ci toglie il poleman, dall’altro ci consente di vedere una giornata che altrimenti resterebbe assai piatta.

Ma come detto questo format è vincolato a sé stesso, anche mettendo più punti nella SQ non ne garantirebbe il successo, abbiamo visto sfilare uno sbuffante trenino. Ci si può lavorare e comprenderne meglio le potenzialità, ma al momento per me è ….no!

Veniamo alla gara, tecnicamente dura ed interessante, Mercedes sin dal venerdi ha lavorato concentrandosi per portare in pista il nuovo pacchetto di aggiornamenti al fondo e zona bargeboards, il quale ha funzionato sin da subito consentendo un miglior bilanciamento della W12, una miglior velocità massima. Una ricerca di riduzione del drag (resistenza all’avanzamento) che sulla W12 sembra dare più grattacapi del previsto.

Un lavoro che è iniziato venerdi mattina al simulatore per entrambi i piloti con una sessione di circa 2h per simulare le Fp1 in configurazione qualifica; infatti la Mercedes quando è entrata in pista ha lavorato per lo più sul bilanciamento per la gara concentrandosi soprattutto sul confronto gomme, e sulla scelta del pacchetto aerodinamico migliore.

Una super Ferrari si è presentata alla ripartenza dopo la bandiera rossa, in prima posizione, la gestione della gomma media è stata pazzesca da parte di Leclerc, in grado di mantenere, come in tutto il fine settimana, un ritmo sorprendente: le temperature più alte e le gomme morbide gli garantiscono un’ottima prima parte di gara, Charles ha avuto il ritmo per mantenere sempre a distanza Hamilton. Bravo anche nella gestione dei tagli di potenza derivanti da un problema ad un sensore dell’ibrido. Se la forza della vettura di Maranello con gomma Media era evidente, con gomma Hard no, il passo di Charles non è stato sufficiente per aprire il gap necessario e mettere la vittoria in ghiaccio, mentre Hamilton iniziava la sua grande rimonta con un passo con gomma Hard pazzesco. Macinando giri veloci si è portato negli ultimi 2 giri negli scarichi del monegasco, non c’è stato neanche il tempo per Charles di pensare ad un tentativo di strategia di difesa, il ritmo di Lewis è stato superiore sino al termine. Lewis che conquista così la sua 8° vittoria in terra inglese, la caccia iridata si riapre di fatto con il KO di Verstappen, e sarà un Mondiale infuocato da qui a fine stagione.

La lotta con McLaren rimane sempre accesa ed interessante, e come detto il 3° e 4° posto se lo contendono loro. Il Team di Woking ha mostrato anch’esso una grande solidità nell’arco del weekend con entrambi i piloti; Norris, che dopo il brutto di Wembley aveva la necessità di dimenticarlo in fretta, ha sciorinato un perfetto lavoro per tutto il weekend di gara, peccato per il problema al pitstop che gli è costato la 3° posizione a vantaggio di Bottas. Ricciardo che per la seconda volta riesce a metter su una prestazione pazzesca, per tutta la contesa riesce a controllare Sainz dietro di sè a distanza ravvicinata senza subirne il sorpasso. Un buon ritmo per McLaren che consolida la propria posizione nel Campionato.

Continua il momento di gran forma dell’Alpine con entrambi i piloti che certo, mantengono la loro posizione di partenza, 7a per Alonso e 9a per Ocon, ma mostrano un buon passo gara; fortunati Ocon e Vettel al via a non auto eliminarsi, il contatto anteriore destra del francese con la posteriore sinistra del tedesco potevano innescare una carambola a centro gruppo dalle brutte conseguenze.

Gara opaca per AstonMartin, l’errore di Vettel vanifica quanto di buono fatto vedere sin dal venerdi con un’ottima qualifica ed una buona gestione nella SQ. Stroll riesce a recuperare posizioni partendo 14º ed arrivando 8º. Un Gran Premio nell’ombra per il Team inglese, che proprio non riesce a scrollarsi di dosso prestazioni che li lasciano ai margini della zona punti. Gara in chiaroscuro anche per AlphaTauri: i 2 driver sono sembrati entrare in una spirale discendente quasi non riuscendo più a trovare le performance di inizio stagione; Tsunoda porta a casa un punto, ma non è il Team che ha insidiato da vicino anche McLaren e Ferrari in avvio di stagione.

I “secondi buoni”: Bottas, che da gran compagno di squadra lavora per la squadra per tutto il weekend aiutando il proprio compagno di squadra in tutte le sessioni; a questo giro Mercedes ha avuto bisogno di buttare in pista il 200% per contrastare Redbull. Perez, che stando alle dichiarazioni è stato fermato ad 1 tornata dalla bandiera a scacchi per togliere il punto del giro più veloce a Hamilton, non è stato scevro da errori e quanto deciso dal muretto è una mossa che fa capire quanto sarà tirata la lotta per i titoli.

Una Copse che lascia il segno. La Mercedes voleva vincere, doveva vincere, per mostrare che la resa non è contemplata in questo Mondiale, e Lewis a casa sua-il suo terreno di caccia preferito- ha fatto intendere che sta per iniziare la rimonta. Tutto apparecchiato in modo perfetto, una Pole di venerdi con un giro pazzesco, e se non avesse sbagliato nell’ultimo tentativo, il distacco inflitto a Verstappen sarebbe stato di circa 3 decimi. Ma la SQ ci ha regalato la pole di Verstappen, ben 30 minuti, sì avete capito bene, ai fini statistici la pole di Max avrà questo tempo, na mezz’oretta, in barba al cronometro ed a chi arriva al limite per compiere un giro nel minor tempo possibile: “si è calpestata di fatto l’arte della pole“.

Da questo punto si innesca discorso che voglio affrontare su quanto accaduto domenica nel GP.  Max alla partenza della SQ scatta bene e si difende oltre modo cercando di non farsi superare da Lewis nella prima parte del Giro 1, compiendo anche diverse onde sul primo rettifilo che porta a Brooklands, nel curvone di Luffield c’è battaglia tra i due, passano sul vecchio traguardo per affacciarsi alla Copse, eh sì laddove tutto sportivamente è finito in gara ma polemicamente tutto si è scatenato; qui Lewis è molto veloce, si porta in esterno, Max interno, Hamilton lascia scorrere ben consapevole che non sarebbe passato lì. In questo frangente si infiamma il loro weekend, sì perché nel Giro 1 della contesa si ripete esattamente quando andato in scena sabato e sopra descritto, tranne per un particolare: Verstappen non è nella posizione di essere tranquillo, in gara gli manca un vantaggio che aveva nella SQ: avere un serbatoio più scarico, una monoposto più leggera, quindi una possibilità in più di tendere dietro la Mercedes che si è dimostrata dannatamente veloce in questo appuntamento. La scelta di Redbull di avere più carico per migliorare la gestione gomma è stata corretta, ma ha presentato una falla: dovevano uscire dalla finestra di attacco di Lewis.

Ciò ha portato Max ad essere consapevole di non dover permettere a Lewis di superarlo, altrimenti sarebbe diventava estremamente complicato puntare alla vittoria. Arriviamo nuovamente alla Copse, i duelli come detto in apertura fanno parte di questo sport, a mio avviso la penalità non c’era per Hamilton, gli è stata comminata per dare un segnale, ovvero di aver applicato il regolamento, per far vedere che la Fia è attenta: a questo giro non sono d’accordo, Verstappen chiude la porta come se Hamilton non ci fosse, l’avrebbe fatta anche senza chiudere in quel modo, e invece abbiamo visto tutti quello che è successo. Vado diritto al punto Verstappen se vuole il Mondiale deve rinunciare anche a qualche vittoria, ha buttato un primo match point alle ortiche, deve saper amministrare, gestire, non essere più irruento, Max invece corre ancora come se fosse l’ultima gara disponibile, deve entrare in modalità “gestione iridata”.

L’olandese non è nuovo a manovre di questo tipo ma non voglio neanche colpevolizzarlo, chi accuso di grave mancanza di rispetto, professionalità e pacatezza è Redbull nelle persone di Honer e Marko, che esternano dichiarazioni pepate, annunciano venti di guerra quando il loro pilota ha la “fedina penale sportiva” ben ricca di episodi incriminanti. Di riflesso queste dichiarazioni hanno portato ad una violenta eco di razzismo ed odio nei confronti di Hamilton, inquinando di fatto tutti gli sforzi sinora fatti per arginare l’odio razziale.

Alcune considerazioni su gravi pecche in relazione all’esito dell’incidente di Verstappen:

  • La ghiaia ha rallentato veramente troppo poco la corsa della sua RB16b, la Redbull di Max galleggiava su di essa, senza perdere velocità; la via di fuga all’esterno della Copse è ampia quasi come un campo di calcio, quindi fa strano che l’incidente abbia portato ad un impatto cosi violento.
  • Le barriere, le classiche file di pneumatici, e non le più evolute in Tecpro, in questo punto così veloce hanno dissipato troppo poco l’urto scaricando tutta l’energia sulla vettura stessa.
  • Il distacco dello pneumatico dal cerchio che per poco non è arrivato nelle tribune, con annessi detriti, poteva provocare danni ben più gravi dell’incidente stesso.

Prossimo appuntamento Ungheria, circuito dove Hamilton ha vinto la sua prima gara da Campione del Mondo nel 2009, tracciato su cui il pilota inglese è sempre andato forte, dimostrandosi spesso solido e competitivo. Mercedes riconfermerà il passo avanti fatto in terra inglese? Ma sicuramente a tenere banco sarà nuovamente il duello tra Hamilton e Verstappen nell’ultimo appuntamento prima della pausa estiva: vediamo chi la spunterà e chi sarà in testa al Mondiale con l’arrivo delle vacanze agostane, meritata pausa per tutti dopo una prima metà di stagione davvero scoppiettante.

Fulvio Vigilante

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