Sala Stampa F1

GRANDE ARMÈE – ALLE RADICI DEL SUCCESSO MERCEDES

Così come la Grande Armèe, dalla reputazione leggendaria nella storia, agguerrita, combattiva, temuta dai suoi avversari, guidata personalmente da Napoleone Bonaparte e dai suoi prestigiosi marescialli, che fu quasi totalmente distrutta nella Campagna di Russia del 1812, in molti vorrebbero la fine del dominio della Grande Armèe Nero-Argento in F1.

Un’Armata senza precedenti, un dominio assoluto, che non ha avuto e forse non avrà mai, eguali nella storia del motorsport.

Costruita pezzo dopo pezzo, anno dopo anno, da quando il 16 Novembre 2009 venne ufficializzata l’acquisizione da parte del costruttore tedesco Daimler del 75% della Scuderia Brawn Gp, sancendo così il ritorno in grande stile della Mercedes nei gp, dopo i fasti, negli anni 50, delle mitiche Frecce d’argento di Juan Manuel Fangio, Stirling Moss e del leggendario DS Alfred Neubauer.

Tutti gli ingredienti sembravano al posto giusto per poter rinverdire gli antichi fasti, Daimler si avvale della faraonica struttura di Brixworth, il “MERCEDES AMG High Performance Powertrains” (l’ex Ilmor di Mario Illien), dove vengono realizzati i motori e della Factory, ex Brawn Gp, di Brackley, dove vengono realizzate le monoposto.

Passando dal roboante e clamoroso ingaggio del “Mito” Michael Schumacher, a quello che doveva, di fatto essere, il suo fido scudiero Nico Rosberg, primi pilastri di quella che sarebbe divenuta la Grande Armèe dell’era Turbo ibrida.

Nonostante le aspettative fossero elevate, i risultati furono piuttosto deludenti e dopo 3 stagioni, (2010, 2011 e 2012) di fatto con alterne fortune (più delusioni che soddisfazioni), condite da qualche piazzamento a podio ed il ritorno alla vittoria in Cina (Rosberg 2012), la vera svolta arriva solo a metà 2012, con la nomina di Niki Lauda (con acquisizione del 15% delle quote)  a Presidente del Team e di Toto Wolff  (con acquisizione del 30% delle quote) come Direttore Esecutivo.

Ma manca ancora qualcosa, appurato che Michael Schumacher è ormai giunto al capolinea della sua gloriosa avventura in Formula 1.

Mercedes ha la necessità di puntare su un top driver, per giustificare la propria presenza ed i propri ingenti investimenti in F1.

Sebastian Vettel è blindatissimo in Red Bull, Fernando Alonso ha un contratto in essere con la Ferrari e l’unico top sulla piazza è Lewis Hamilton, in scadenza di contratto con la McLaren, proprio a fine 2012.

Il pilota anglo-caraibico, allevato dalla McLaren sin dagli esordi sui Kart, fenomenale nelle formule minori, dove tritura record ed avversari, cresciuto con il mito di Ayrton Senna, ma frustrato dall’ultima stagione con un auto competitiva quanto fragile, che non gli consente di poter lottare per il titolo mondiale.

Quando sembra vicino il rinnovo con la McLaren, ecco arrivare il colpo di scena inaspettato, ufficializzato nel Settembre 2012, grazie all’opera di convincimento di Niki Lauda, Lewis accetta l’offerta della Mercedes.

Proprio quel pilota che lo stesso Lauda non aveva mancato di criticare in passato, anche pubblicamente, per il suo stile di vita poco consono per un professionista.

Pilota dotato di un talento naturale fuori dal comune, ma troppo dedito al jet set, tutto social, feste mondane, sfilate di moda e mille eventi vari sparsi per il mondo, insomma lontano dallo stile Lauda, fatto di lavoro e dedizione.

Un’operazione che neppure i diretti interessati, potevano immaginare, avrebbe cambiato la storia della F1 e riscritto record che sembravano innarivabili.

L’epopea della Grande Armèe era lì in divenire…………

Davide Cacciotto.