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DON ALFREDO E LA NASCITA DELLE FRECCE D’ARGENTO

Alfred Neubauer, per molti Don Alfredo, omone autoritario e storico DS della Mercedes, una delle figure chiave dell’ascesa della casa tedesca fra le 2 Guerre.

Era entrato in Daimler nel 1919 e subito dopo “Don Alfredo” divenne il DT della squadra corse e qualche anno dopo ebbe un’intuizione che nessuno aveva ancora pensato e che avrebbe cambiato il mondo del motorsport.

A quei tempi non c’erano le radio e i piloti erano da soli in auto, non avendo modo di sapere chi li seguisse e chi li precedesse, oppure in che posizione si trovassero durante una gara.

Neubauer escogitò una comunicazione in codice, fatta di lettere, numeri, gesti, così da poter segnalare dai box tutto ciò che il pilota avesse bisogno di sapere.

Una vera rivoluzione insomma, che diete subito i suoi frutti.

A Neubauer viene pure attribuita la nascita del mito delle frecce d’argento: al Nurburgring nel 1934 ordina di scrostare la vernice bianca dalle W25 che sono sovrappeso di un chilo, affiora l’alluminio della scocca che diventerà un segno distintivo.

Subito dopo la 2^ Guerra Mondiale fu lui a guidare la Mercedes, nei primi anni del nuovo Campionato del Mondo di F1, con l’avvenieristico modello Mercedes W196, monoposto che segnò il ritorno alle competizioni della casa tedesca, dopo anni di assenza, in concomitanza con lo scoppio del 2° conflitto mondiale.

Risultato, Mercedes e Juan Manuel Fangio Campioni del Mondo, nel 1954 e 1955.

Ma fu proprio nel 1955, in seguito al terribile incidente causato proprio da una Mercedes, alla 24 Ore di Le Mans, in cui morirono più di 80 persone, che a fine anno la casa Tedesca si ritirò dalle corse.

Così fini l’epopea delle frecce d’argento, dei leggendari modelli W25, W125, W196  e dei piloti Rudolf  Caracciola, Juan Manuel Fangio, Stirling Moss (soprannominato il Re senza corona) e del loro condottiero Don Alfredo Neubauer, che decise di andare definitivamente in pensione, chiudendo di fatto un capitolo leggendario della storia delle corse.

Davide Cacciotto