Sala Stampa F1

Dal Party Mode ad un ulteriore Managment mode?

È notizia delle ultime settimane quella che riguarda la limitazione sull’uso delle svariate mappature della centralina motore durante tutto il weekend di gara; tali mappature ricordiamo essere di uso comune nel mondo delle corse, soprattutto nell’era della f1 super Hybrida e tecnologica gestita costantemente dagli ingegneri al muretto. Le tante mappature del motore consentono al pilota coadiuvato dal suo ingegnere di pista, di gestire la Coppia , la prestazione e quindi i consumi del propulsore in base alle varie esigenze che si presentano durante il weekend. 

Gli obiettivi della centralina, o meglio del sistema di controllo, sono quelli di assicurare che la richiesta del pilota sia trasformata in modo opportuno in comandi agli attuatori del motore, di monitorare il funzionamento dei vari sensori e attuatori e di intervenire nel caso venga messa in pericolo l’integrità del motore .

La direttiva è ancora in fase di “sviluppo” presso i vertici tecnici della Federazione e ad oggi non è ancora chiarissima infatti, si vocifera di una mappa per qualifica e gara ma con possibilità di avere una sorta di “bonus” di variazione della stessa in caso di Safety Car o sorpassi.

I Progettisti dovranno quindi ricreare una Mappa Motore per ogni gran premio e in parole semplici creare quella più equilibrata per arrivare al giusto compromesso Affidabilità-Prestazione-Consumo da gestire a priori in questo caso.

Nulla di nuovo rispetto alle metodologie già in uso dai motoristi ma, con l’enorme “spada di Damocle” sul fattore Affidabilità e Consumo che potrebbe rilevarsi dalla mancanza di esperienza in tal senso; di fatto, ricordiamo come le prove al banco o presso i centri di calcolo che simulano le svariate condizioni in cui ci si può trovare in pista non possono del tutto ricoprire la calibrazione di alcune mappature relative alle Power Unit che richiedono invece test su pista perché riguardano aspetti e feedback che derivano anche e soprattutto dalle sensazioni di guida del pilota.

Nel complesso è prevedibile che la prestazione limite massima, subirà una riduzione per far spazio all’equilibrio Affidabilità-Prestazione/consumi e di conseguenza potremmo non aver più i record delle piste che abbiamo visto infranti nelle ultime gare di questa stagione e della precedente.

Sono svariate le ipotesi che hanno portato a questa piccola grande rivoluzione in corso d’opera da parte della FIA.

Di fatto l’esigenza di ravvivare una competizione tra più team che nel Circus manca effettivamente dal duello vistosi nel 2017-2018 tra Mercedes e Ferrari, è vitale per lo spettacolo e quindi per gli ascolti ma, le ragioni potrebbero essere anche altre, da ritrovare ad esempio nella questione dei vari limiti regolamentari a cui la Federazione non riesce a star dietro (vedasi Caso Ferrari). Il costo da pagare per ravvivare la competizione però, potrebbe essere un passo indietro dal punto di vista etico, infatti con tale “patata bollente” si dà ai piloti un ulteriore vincolo e parametro di “gestione” ,che va in contro tendenza con lo spirito di competizione e che potrebbe costringere i piloti a “ritornare” a quelle che sono già le manovre di “lift and coast” ovvero la pratica di risparmio carburante che i pilotti adottano in gara con una certosina gestione delle frenate e del rilascio gas in ingresso curva che negli ultimi 2 anni sono state pian piano abbandonate grazie all’aumento dell’efficienza di queste Power Unit.

Di fatto tale direttiva potrebbe incidere pesantemente sul clipping cioè sul risparmio energetico che viene fatto sulla sola parte ibrida attraverso il comando della centralina sulla potenza erogata da uno o da entrambi i motori elettrici, l’MGU-K e l’MGU-H e quindi senza intervento attivo del pilota sul gas.

In conclusione, tale direttiva al fine di aumentare lo spettacolo potrebbe essere l’ulteriore puntata di una saga che vede protagonista il mondo dell’ibrido in senso lato e che vede nella corrazzata anglo-tedesca Mercedes la lepre da inseguire che con astuzia alza sempre l’asticella dello sviluppo.

Ing. Daniele Musco
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