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Carambole e prime volte nella contesa di Budapest: il GP Magiaro sezionato da noi.

La folle gara ungherese ci ha regalato emozioni dal pre-partenza fino alla bandiera a scacchi. Partenza rocambolesca, con la pioggia che a pochi minuti dal semaforo verde ha condizionato il via della corsa, pista bagnata e punti di frenata cambiati portano Bottas prima a sbagliare partenza, come nel 2020 poi a sbagliare il punto di staccata, (forse sarebbe meglio dire che non l’ha trovato proprio). Tampona Norris e di conseguenza finisce contro le due Redbull, venendo poi sanzionato con una penalità di 5 posizioni da scontare in griglia al Gran Premio del Belgio.

Manovra simile anche da parte di Stroll nello scatto di inizio gara, sale sul cordolo e nel tentativo di evitare chi gli era davanti, centra in pieno Leclerc che, senza subire il botto dal canadese, sarebbe uscito da Curva 1 in seconda posizione. Come per Bottas anche per Lance 5 posizioni di penalità in griglia al ritorno dalle vacanze: a qualcuno è sembrata troppo leggera come punizione, oggettivamente riguardando l’onboard non so dove pensasse di poter passare Lance, un errore pesante che ha condizionato la gara di chi ha tamponato, ma sulla stessa linea di misura per Bottas.

Forse per Bottas e Mercedes le 5 posizioni di penalità saranno un handicap importante almeno in partenza a Spa, al netto di una Qualifica standard con i soliti protagonisti; non aver l’aiuto di Valtteri in copertura ad Hamilton potrebbe garantire un occasione di attacco in più per Verstappen, che invece dovrebbe essere coadiuvato da Perez.

Bandiera rossa quindi, molti detriti in pista, fuori dalla gara Norris, Perez, Stroll, Leclerc, Bottas. Tutto sembrava “facile” per Hamilton per portare a casa l’ennesimo trionfo, quella che sarebbe stata la 100º vittoria per il 7 volte iridato, ma alla ripartenza lo scenario in pista cambia, il forte vento spinge via le nuvole e lascia spazio al sole che asciuga velocemente il tracciato magiaro, tutti durante il giro di schieramento rientrano ai box per montare gomme slick, tranne Hamilton che si ritrova cosi ad essere l’unico a partire dalla griglia con gomme Intermedie. Scena che rimarrà negli annali della F1, potremmo intitolarla “Hamilton, un uomo solo in griglia”, per citare una frase celebre nel panorama ciclistico.

Un errore di Mercedes quello di non far rientrare Lewis costringendolo ad una gara di qualifica con altra rimont: prestazione super su una pista dove sorpassare è difficilissimo, dove Mercedes ha mostrato una performance superiore alle attese, certo mancavano i diretti avversari per poter confrontare i rispettivi ritmi, ma la sensazione è quella di aver ritrovato il Team di Brackley.

Un weekend che si era messo nel migliore dei modi per Sir Lewis Hamilton, Pole 101 (anche se la Pole del venerdi inglese bisogna comunque tenerla ben in mente perché a tutti gli effetti quella è la Pole), con un distacco pesante sul suo diretto avversario per la lotta Mondiale, circa 4 decimi; ciò sottolinea come Mercedes per questo appuntamento abbia lavorato molto bene trovando un ottimo compromesso sia in Qualifica che in Gara.

Come detto una Gran Premio con ritmi da qualifica per Hamilton che sul proprio cammino verso la rimonta e verso la vittoria, ha trovato l’ostacolo di un vecchio “nemico”,  Alonso, ed insieme hanno mostrano ai giovani come si corre nelle ultime fasi della contesa.

Bellissima lotta, duello maschio, un errore di Fernando in staccata di Curva 1 ha consentito a Hamilton di passarlo, dopo circa 10 giri di dura battaglia, giri che hanno consentito al compagno di squadra dello spagnolo, Esteban Ocon, di portarsi a casa la sua prima vittoria.

Tanti hanno enfatizzato le manovre di Alonso nel tenersi dietro Hamilton, sì vero, bravo, ma Lewis è in piena lotta per l’ottavo titolo, rischiare di ottenere un DNF contro un Alonso coriaceo che non aveva nulla da perdere rappresentava un rischio assolutamente da non prendere. E se ciò non bastasse per rendere ancor più incredibile la gara, nella tarda serata di domenica è arrivata la notizia che, nella vettura di Vettel 2° al traguardo ma fermatosi lungo il tracciato senza rientrare in pitlane, non è stato trovato il carburante sufficiente per le verifiche tecniche. Con solo 0.3L di carburante contro il 1.0L necessario da regolamento per superare le verifiche della benzina, è scatta la squalifica dal Gran Premio, privando così Sebastian della meritata seconda piazza; salvo poi che in tarda serata, sempre domenica, arriva un ulteriore comunicato, ove si annuncia l’appello di AstonMartin avverso la decisione dei commissari: occorrerà quindi attendere le verifiche tecniche sulla vettura del tedesco nei prossimi giorni per mettere ufficialmente la parola fine al Gp di Ungheria.

Una gara folle che ha regalato come detto la prima vittoria in Formula 1 ad Ocon, che porta la Alpine a conquistare il primo successo con la nuova denominazione e dopo oltre 2 lustri di attesa, oltre a punti pesantissimi per la classifica Costruttori: bravo Esteban a mantenere sempre a distanza e sotto controllo Vettel, e soprattutto a conservare un ritmo molto costante per tutto l’arco della corsa.

Vettel compie una buona gara, ma l’aspettativa era quella di vedere Seb all’attacco, invece quasi mai è stato in zona DRS, poche volte con la possibilità di attaccare o di impensierire da vicino il transalpino. Ha sorpreso negativamente a mio avviso l’impossibilità di Ferrari di riuscire a portarsi a ridosso di Ocon e Vettel, francamente mi aspettavo una prestazione migliore soprattutto sul passo gara, purtroppo non ha brillato. Sainz al netto della squalifica di Vettel conquista comunque il 3° gradino del podio.

Ferrari che nella classifica costruttori però prende punti importanti alla McLaren che purtroppo, complice l’incidente roccambolesco in partenza, vede subito fuori Norris con un danno pesante alla parte sinistra del fondo ed è costretto al ritiro; con Ricciardo anche lui coinvolto nell’incidete al via e con la parte destra del fondo della sua monoposto alquanto danneggiata, arriva comunque 12° ma fuori dalla zona punti. Un weekend da dimenticare dunque per il Team di Woking.

Dopo il GP di Budapest e le vicissitudini altrui, Hamilton e Mercedes tornano a comandare tra piloti e costruttori, come detto la sensazione è quella di aver ritrovato tecnicamente i Campioni del Mondo; quello che in Mercedes non devono sicuramente più fare è, per l’ennesima volta, non ascoltare i propri piloti: Hamilton durante il giro di schieramento per la seconda partenza ha più volte comunicato via radio che la pista era asciutta. Redbull, con il superstite Verstappen chiamato a domare una vettura molto danneggiata nella fiancata destra, con tutto il bargeboard laterale ed il fondo distrutti, ha portato a casa un punticino, ma un confronto prestazionale è impossibile da fare, è mancata di fatto la lotta che tutti volevamo vedere tra Hamilton e Verstappen, avremmo assistito ad una gara probabilmente molto bella e molto tirata.

Concludo dicendo che potremmo parlarne ancora del Gp di Ungheria, tuttavia la battaglia in pista ha mostrato ancora una volta che non servono Sprint Race, od altre invenzioni per rendere emozionante la F1, l’incognita è quella di capire se la prossima stagione il nuovo ciclo tecnico garantirà duelli ravvicinati tra le vetture come si spera, eliminando il nocivo effetto delle scie su gomme e temperature, permettendo più sorpassi.

Prossimo appuntamento,  la “cattedrale” di Spa! E non c’è altro da aggiungere.

Fulvio Vigilante

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