Sala Stampa F1

Brasil!

Brasil!

Non è uno scherzo di carnevale, ne lo sarà. L’ipotesi di lasciare i laghetti di San Paolo per atterrare in un nuovo tracciato, fronte Copacabana, scaturito dalla mente e dal lapis del solito Tilke, resterà un sogno carioca.

Già il neopresidente brasiliano Jair Bolsonaro ha dato mandato alle proprie falangi di chiudere i rubinetti di Petrobras e di togliere al più presto alla McLaren fornitura e patrocinio petrolifero in barba all’accordo siglato un paio di anni or sono. Adesso l’idea di spostare alle falde del Corcovado il Gran Premio del Brasile scippandolo alla paulista Interlagos, pare debba restare un progetto e nulla più, nonostante sia stato già disegnato il layout del tracciato di Rio de Janeiro. Nome che, tradotto, significa fiume di gennaio: ed il “congelamento” del trasloco della F1, per quanto ho appreso da fonti locali ben informate, è più che probabile.

Soldi pubblici non verranno investiti, attività motoristiche che possano affiancare la Formula 1 per “mantenere” l’impianto non ci sarebbero, l’attuale critica situazione economica del paese sudamericano azzoppa qualsiasi volo pindarico, in una regione, quella di Rio, che vive di turismo, feste e pallone. Certo, il ricordo delle gesta di Senna&co. sulla pista di Jacarepaguà, intitolata Nelson Piquet, potrebbero far pensare il contrario.

Unica soluzione ipotizzabile, quanto peregrina, è che investitori privati aprano i cordoni della borsa per mettere sull’asfalto milioni di dollari, miliardi di Real. Ma il post-Mondiale della pedata, l’attuale stagnanza delle finanze brasileire, rende la cosa alquanto irRealizzabile. E nonostante non mi piaccia assai il breve circuito di Interlagos, dove comunque ultimamente abbiamo assistito a gare combattute, mi risulta che il Gran Premio del Brasile possa continuare ad avere come teatro la pista di San Paolo. Con buona pace per la dolce”saudade” di chi vorrebbe tornare a divertirsi con la F1 tra Ipanema ed il Pan di Zucchero.

 

Alessandro Sala