Sala Stampa F1

A Monza incontri ravvicinati del peggior tipo! Max, non è così che si sopravanza Lewis!

L’ennesima gara, l’ennesima battaglia, l’ennesimo contatto che diventa incidente tra Hamilton e Verstappen. Siamo arrivati a Monza carichi nella speranza di vedere finalmente un gran bel GP, un duello accesso tra i due contendenti all’iride, dopo SPA e dopo i Paesi Bassi il tracciato di Monza era il teatro perfetto per Mercedes per lanciare la controffensiva nei confronti di Redbull. Un fine settimana con la Sprint Race che ha sancito, a mio modo di vedere, la condanna definitiva di questa proposta, inutile, dove piloti e team non osano, non rischiano per evitare di distruggere le monoposto, senza raccogliere alcun punto.

Fatta eccezione per la possibilità di scelta libera delle gomme per la liturgia domenicale, abbiamo visto come la gara vera e propria al netto di tutto quello che è successo, si è dimostrata comunque molto più interessante della Sprint. Veniamo subito al nocciolo della questione: i due galli se le stanno dando di santa ragione, senza se e senza ma, l’incidente di Silverstone è stata solo la prima ciliegina sulla torta, una torta che hanno iniziato a preparare si da Imola, dal Bahrain, insomma la scena vista in Brianza sia in partenza che poi dopo il pit di Hamilton, ha sancito il definitivo scontro fra i due. Una torta, un pasticcio che sta divenendo vieppiù indigesto.

Lo dico senza peli sulla lingua, Verstappen con questa mentalità, questo atteggiamento nei duelli ravvicinati con un 7 volte Campione del Mondo, senza aiuti esterni o deficit altrui, non conquisterà mai il titolo. Troppa irruenza, troppa aberrazione, letteralmente un toro che vede solo ed unicamente rosso (anche se la “bestia” avversaria tende al nero…): se analizziamo l’incidente con Hamilton alla prima variante, non è tanto la gravità ed il rischio corso, il protagonista si è rivelato il Santo HALO, altrimenti avremmo inanellato una domenica di F1 a tinte forti, funeste, e quindi l’idiozia di non tentare di evitarlo si è rivelata patente, quando lo spazio per tagliare Curva 1 c’era. Chiunque arriva affiancato ad altro pilota alla prima curva se non vi è lo spazio necessario, taglia, è fisiologico, dimostrazione di un minimo di intelligenza. Se poi vogliamo analizzare il tutto, in partenza abbiamo visto come Hamilton e Norris l’hanno percorsa senza problemi sia nel Gran Premio che nella Sprint del sabato.

Le 3 posizioni di penalità in griglia a Sochi per MadMax sono il segnale di non voler punire troppo pesantemente il pilota Redbull, in Russia Verstappen forse monterà la 4° PU per smarcare la seconda utilizzata a Silverstone ed incidentata, di conseguenza potrebbe scontare una penalità per la sostituzione di questi elementi.

Spero che questo sia l’ultimo autoscontro deleterio tra i 2, la speranza è di vedere una lotta senza esclusione di colpi ma che non oltrepassi il limite è metta a prova l’attuale livello di sicurezza delle vetture di Formula 1, altrimenti prima o poi qualcuno si farà male per davvero.

Il weekend di Monza ci ha regalato due awgnali chiari e forti: il primo che McLaren è tornata, il secondo è che non bisogna dare mai per finito un pilota come Ricciardo.

Posso dirlo finalmente, McLaren dopo 9 anni, 3213 giorni dall’ultimo trionfo è tornata sul gradino più alto del podio; una vittoria di forza, il ritmo mostrato dal team di Woking per tutta la campagna brianzola è stato fortissimo. Un’ottima velocità di punta, una perfetta gestione degli penumatici ha permesso di non concedere nulla ai diretti avversari, Ferrari, nel Mondiale costruttori, costretti a raccogliere quello che gli altri hanno lasciato sul campo, anche grazie al ritiro di Hamilton e Verstappen,  alla penalità di Perez (per non aver restituito la posizione dopo il taglio alla Roggia a Leclerc): la 4° posizione del monegasco è un regalo visto l’andazzo del weekend per Maranello.

Ricciardo che si toglie un gran bel macigno dagli scarpini, dadove a fine gara torna a servirsi un meritato sorso…,mettendo in chiaro la propria velocità, la sua voglia di vincere; probabilmente all’interno di McLaren sanno chi dei due drivers ha più talento, o quanto meno ha più capacità, ma la lotta e la festa per gli uomini di Woking dopo anni di bocconi amari è il compimento del duro lavoro, peraltro ancora in corso. Bravi tutti, bravo Zak Brown a ricostruire una vera squadra, bravo Andreas Seidl a mettere in campo e gestire con ferrea tenacia un team ed un gruppo di lavoro perfetto, e bravi i due piloti a non scornarsi in pista in cerca di gloria troppo spesso fatua, ma non domenica a Monza.

Una Ferrari decisamente deficitaria per ciò che concerne il motore, si parla di circa 20 CV in meno e a Monza e  direi che la carenza di cavalli si è vista tutta, un fine settimana complicato per le Rosse, che a causa di diversi problemi, dall’incidente di Sainz ai fastidi al propulsore per Leclerc poi sistemati, ai problemi fisici nella Sprint sempre per il pilota monegasco, riescono comunque a guardare ad un bicchiere mezzo pieno.

Gara solida, e non poteva essere altrimenti, per Bottas, parte ultimo restando fuori dai casini nelle prime fasi ed inizia la rimonta arrivando 3° sotto la bandiera a scacchi; un buon passo gara sia con Hard che con Media per il finnico, mettendo in luce quanto potenziale avesse la W12 su questo tracciato. Mercedes, come avevo ipotizzato alla luce della Sprint, decide di partire con gomma dura, per Lewis una scelta votata da due condizioni, la prima quella di volere, in caso di pista libera, imporre il proprio ritmo ed allungare il primo stint, la seconda legata ad una scelta di performance.

Considerando di poter rimanere tanti giri alle spalle di Norris (o di altri), in Mercedes avevano optato per una mescola più dura al fine di evitare problemi di surriscaldamento, di degrado soprattutto seguendo da vicino un’altra vettura. Una scelta che ha pagato, consentendo a Lewis di poter rimanere da inizio gara molto vicino a Lando. Inoltre, lo spunto iniziale del Campione del Mondo stava per aprirgli un ottimo scenario, consentendogli di attuare il piano di allungare lo stint iniziale rispetto a chi montava gomma Media…..ed invece ha visto montargli sulla testa la monoposto di Verstappen!

Con i se e con i ma è sempre facile parlare, forse l’unico neo per i ragazzi della stella a 3 punte il passaggio ai box di Hamilton di 4,6 sec. che ha provocato il susseguente rientro in pista in zona Verstappen (complice anche per Max un pitstop insolitamente molto lento). Al netto dell’incidente, Lewis forse aveva tutte le carte da  giocare in pista per poter vincere; il ritmo e la velocità erano tali da potergli consentire di sopravanzare la Redbull, e considerato lo scenario delle strategie, di rimanere davanti alle McLaren: ma a posteriori è sempre facile disquisire. Prendiamoci la consapevolezza che l’HALO ha salvato la vita di Lewis, perché senza… non voglio nemmeno pensarlo.

La F1 dopo il trittico europeo si ferma per 15 giorni, prossimo appuntamento a fine mese sul tracciato, no perdonatemi non è un tracciato, sulle strade di Sochi; sulla carta votato a Mercedes, tuttavia vedremo se qui il team di Brackley riuscirà a imporsi.

Fulvio Vigilante.

    Pics ©Hasan Bratic

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